WhatsApp e l’incubo ‘privacy’: WINT e CatchApp ‘rubano’ conversazioni e dati smartphone

Una società israeliana ha messo in campo il device WINT e l’applicazione CatchApp, capaci di decodificare le conversazioni di Whatsapp e di ‘rubare’ tutti i dati dello smartphone. Una riflessione sulla privacy ai tempi della civiltà tecnologica realizzata.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Una società israeliana ha messo in campo il device WINT e l’applicazione CatchApp, capaci di decodificare le conversazioni di Whatsapp e di ‘rubare’ tutti i dati dello smartphone. Una riflessione sulla privacy ai tempi della civiltà tecnologica realizzata.

Il rapporto tra WhatsApp e la privacy diviene giorno dopo giorno più complesso. Dopo l’affare che vede coinvolto Facebook (nel mirino della Commissione Europea per il problema della privacy su WhatsApp), ecco che arriva un nuovo allarme: un’azienda israeliana di nome Wintego avrebbe, infatti, ideato un device di nome WINT e un’applicazione dal nome ‘CatchApp’, in grado di decodificare le conversazioni end-to-end (che dovrebbero essere inaccessibili a chiunque, anche alla stessa WhatsApp) e di entrare in qualsiasi smartphone. Insomma, in  pericolo sarebbero tutti i dati che noi conserviamo nei nostri cellulari, compresi quelli particolarmente sensibili e crittografati (come dati bancari, etc.).

Intanto, per evitare qualche guaio, ecco una facile guida su come cancellare un messaggio di Whatsapp dopo averlo inviato.

WhatsApp e l’incubo privacy: come funziona WINT e CatchApp

In pericolo sarebbe innanzitutto WhatsApp perché la famosa e (almeno a parole) sicurissima crittografia end-to-end può essere facilmente violata mediante l’utilizzazione congiunta di un dispositivo, il WINT, e di una app, CatchApp. L’applicazione permette di deviare le chat criptate verso altri smartphone, rendendole di fatto accessibili. L’intero dispositivo funziona soltanto se si ha con sé un WINT , un qualcosa a metà strada tra un ripetitore e uno smartphone, e la distanza da chi si intende hackerare non è eccessiva. Il WINT, dunque, ‘riceve’ grazie a CatchApp i messaggi di WhatsApp, anche se ad essere in pericolo sarebbero tutti i dati presenti sul telefonino. L’uso in contemporanea del doppio dispositivo permette di ‘rubare’ dati afferenti agli account, alle e-mail, passando per le fotografie, la cronologia web e, praticamente, tutto quello che arriva o parte dal cellulare.

Cosa potrebbe succedere se una tecnologia andasse nelle mani sbagliate? E soprattutto siamo sicuri che, anche ora, sia nelle mani giuste? Ricordiamoci che anche Google Allo ha subito l’attacco di Snowden: ‘Non scaricatela’ sono state le sue parole.

WhatsApp facilmente hackerabile? Bufala o realtà?

Al momento, stando così le cose, è difficile capire quanto sia realmente potente questo dispositivo congiunto di WINT e CatchApp. Secondo la stampa specializzata, è possibile che l’azienda israeliana ne stia ingigantendo le potenzialità. Resta, comunque, un dato di fatto: la vita umana è sempre più controllata e gli occhi (e le orecchie) oramai sono ovunque. Difficile immaginare che, anche prima, la crittografia end-to-end potesse funzionare alla perfezione e senza falle. Un buon consiglio può essere soltanto quello di non eccedere con l’utilizzazione di WhatsApp e, in generale, dello smartphone, soprattutto per quanto riguarda questioni ‘sensibili’ in tutti i sensi: sia dal punto di vista morale – sarebbe da evitare condivisioni di multimedia ‘intimi’ e ‘personali’, fonti di ricatto – sia dal punto di vista economico e finanziario.

Tutto questo fino alla prossima scoperta di quanto la privacy degli utenti sia violata in questa o quella situazione o con questo e quel dispositivo.

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