WhatsApp e la bufala Enel, ecco la verità sui 35 euro in bolletta – Comunicato ufficiale

Nuova bufala su WhatsApp. Stavolta c'è del vero, ma solo in parte, poiché come al solito l'informazione è stata travisata. Ecco la verità sulle 35 in bolletta Enel.

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Nuova bufala su WhatsApp. Stavolta c'è del vero, ma solo in parte, poiché come al solito l'informazione è stata travisata. Ecco la verità sulle 35 in bolletta Enel.

Grande caos generato come sempre da queste fastidiosissime catene di Sant’Antonio che si scatenano su WhatsApp. La chat è stata letteralmente presa d’assedio nelle ultime ore, il motivo di tale pandemonio è l’aumento della bolletta dell’Enel. Ecco cosa è successo e scopriamo anche cosa c’è di vero.

WhatsApp, la bufala corre sul filo (elettrico)

35 euro in bolletta per recuperare i milioni di soldi persi a causa dei morosi che da tempo non pagano regolarmente l’Enel. Ecco che la rabbia del popolo poco informato e sempre un po’ tontolone, monta a dismisura. L’indignazione cresce su WhatsApp e si riversa poi sui social network. Governo ladro, ci vuole una rivoluzione. Sono solo alcuni dei commenti che si accompagnano a questa incresciosa polemica che di vero però ha ben poco, visto che i fatti sono stati talmente travisati da risultare quindi completamente diversi.

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In sostanza, l’aumento da parte dell’Enel ci sarà, ma non certo perché gli utenti dovranno accollarsi gli oneri di chi non paga, inoltre non saranno 35 euro i soldini da aggiungere alla nostra futura bolletta. Innanzitutto perché la spesa dovrebbe essere molto più piccola (si parla del 2%) e poi perché al momento non è stata ancora realmente quantizzata dalle parti chiamate in causa. Ad ogni modo, a non aver pagato non sono gli altri utenti, ma le altre aziende partner di Enel, le quali risultano onerose. Ecco quindi il comunicato ufficiale rilasciato proprio da Enel:

Enel, nel ribadire la propria estraneità alla vicenda, fa presente che nelle bollette attuali e in quelle dei prossimi mesi non risultano voci aggiuntive. Peraltro, in merito a questa vicenda, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) è intervenuta direttamente con un comunicato stampa per spiegare meglio che il provvedimento è esclusivamente finalizzato a reintegrare gli oneri di sistema a seguito del mancato versamento da parte di alcune imprese venditrici e non di altri clienti morosi. Il relativo impatto sulle bollette dei consumatori finali non è ancora stato quantificato da ARERA, ma in ogni caso l’Autorità ha precisato che sarà molto contenuto (all’incirca il 2% degli oneri di sistema, e non certo 35 euro). Attenzione dunque ai messaggi che arrivano su WhatsApp, notoriamente un porto di bufale.

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