WhatsApp ci casca ancora, ora viene sanzionato anche da AGCM

WhatsApp continua a fare il furbetto e si becca una sanzione da parte di AGCM per non aver reso noti alcuni obblighi informativi agli utenti.

di Daniele Magliuolo, pubblicato il
WhatsApp continua a fare il furbetto e si becca una sanzione da parte di AGCM per non aver reso noti alcuni obblighi informativi agli utenti.

Ancora al centro delle polemiche WhatsApp, dopo la denuncia arrivata dalla Francia, ora anche l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), sanzione l’azienda per aver omesso alcuni dati informativi che doveva essere obbligatoriamente resi noti agli utenti dell’app.

WhatsApp sanzionato da AGCM

Stavolta è tutta italiana la sanzione che investe WhatsApp, ancora una volta colpevole di aver provato a fare il furbetto. In sostanza, l’azienda della chat verde ha omesso un’informazione che obbligatoriamente doveva comunicare ai suoi utenti, un comportamento decisamente sleale che non è stato ignorato, giustamente, dalla nostra antitrust. L’ottemperanza è stata sancita dall’autorità amministrativa il giorno 10 gennaio 2018, ma è stata resa nota solo oggi 23.

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WhatsApp aveva l’obbligo di pubblicare l’estratto di alcuni provvedimenti nei riguardi dei consumatori. Ciò doveva avvenire nella homepage del sito della app e attraverso una notifica in chat, che conteneva il provvedimento in esecuzione. Ecco nel dettaglio le clausole che sono state omesse dall’azienda: la facoltà di modifiche unilaterali del contratto da parte della società, il diritto di recesso stabilito unicamente a vantaggio del professionista, le esclusioni e le limitazioni di responsabilità a suo favore, le interruzioni ingiustificate del servizio, la scelta del foro competente sulle controversie (ad oggi esclusivamente individuato presso tribunali americani).

Nuova multa per WhatsApp

Il massimo della pena, questa la richiesta di AGCM nei confronti di WhatsApp, l’ammenda in questione è quantizzata in 50.000 euro, la somma massima per una sanzione del genere. Totalmente giustificata dal fatto che l’azienda ha attuato pratiche irrispettose e illecite, mostrandosi inoltre consapevole delle conseguenze del rifiuto di pubblicare i dati richiesti. Insomma, una nuova tirata di orecchie per la chat verde, ma scommettiamo che ogni passo fatto dall’azienda è ben premeditato, e siamo certi che ai vertici conviene pagare questa piccola multa, piuttosto che rispettare le normative per le quali AGCM l’aveva chiamata in causa.

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Argomenti: novità WhatsApp, Chat