WhatsApp, quando ad usarlo sono i genitori: alcuni presidi dicono ‘Basta’, polemiche e contrasti

Quando WhatsApp diventa uno strumento 'malefico' e violento, ma non per i bambini o gli adolescenti, ma per gli adulti. Le polemiche dei presidi che dicono 'Basta' all'uso della chat di messaggistica più famosa al mondo.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Quando WhatsApp diventa uno strumento 'malefico' e violento, ma non per i bambini o gli adolescenti, ma per gli adulti. Le polemiche dei presidi che dicono 'Basta' all'uso della chat di messaggistica più famosa al mondo.

La famosa app di messaggistica istantanea, quel WhatsApp oramai amato da adulti e piccini, sta diventando un caso soprattutto nelle scuole. Una delle ultime ‘mode’ riguarda, soprattutto per quanto concerne le scuole dell’infanzia e primaria, le chat di gruppo dei genitori: secondo alcune testimonianze, quello che succede all’interno di quelle conversazioni è assolutamente incredibile, si va dal dare addosso all’insegnante di turno, a presentare problemi inesistenti, fino alla ricerca di chi sia l’untore (tra i bambini) che ha passato i pidocchi agli altri pargoletti. Una preside ha parlato di ‘detonatore’ e ha inquadrato perfettamente il problema: WhatsApp ingigantisce i problemi e inferocisce i genitori.

Ma non è forse sempre così con i social? Non siamo sotto sotto tutti tigri da tastiera?

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Basta WhatsApp, ma non per gli alunni bensì per i genitori

Non può che far sorridere il fatto che i presidi stiano cercando di ‘vietare’ l’utilizzazione di WhatsApp non tanto agli alunni quanto ai genitori. I social e, dunque, anche le chat di messaggistica istantanea, rappresentano un luogo ‘virtuale’ dove le persone perdono ogni freno inibitore: le testimonianze sono innumerevoli. Offese ai bambini, punte di razzismo e xenofobia, attacchi agli insegnanti, violenze verbali e tanto altro ancora. Alcuni insegnanti hanno cercato di fare da ‘moderatori’, inserendosi all’interno della chat di classe: il risultato è stato disastroso. Divenuto il parafulmine di ogni frustrazione rabbia sociale, l’insegnante che ha provato a cercare un colloquio ‘decoroso’ e ‘dignitoso’ con i genitori, ha dovuto beccarsi anche la ramanzina del preside: il docente è tenuto alla riservatezza ed esistono luoghi convenzionali e situazioni ufficiali dove incontrare i genitori.

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Il paradosso e il grottesco su WhatsApp: i presidi dicono ‘Basta’

E così, è arrivato il ‘Basta’ ufficiale di molti presidi. Le chat di WhatsApp sono una sorta di perversione relazionale e la scuola non può farsi carico anche di questo problema aggiuntivo. La scuola si è trasformata da tempo: dli insegnanti sono la classe di lavoratori che gode della peggiore ‘pubblicità’ ed è praticamente attaccata da chiunque. Schiacciata tra le richieste sempre più assurde – e a volte offensive – dei genitori (ora anche su WhatsApp!) e quelle dei presidi, per i quali rappresentano una sorta di bassa manovalanza, gli insegnanti diventano sempre di più il terminale di ogni fallimento esistenziale e genitoriale. Strana epoca davvero la nostra, che deve preoccuparsi dell’insolenza e della maleducazione degli adulti!

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