Uno smartband Google contro il cancro (ma non prima del 2020)

Google vuole sconfiggere il cancro e intende farlo con uno smartband in grado di modificare e distruggere le cellule cancerogene. Il dispositivo potrebbe essere pronto già dal 2020.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Google vuole sconfiggere il cancro e intende farlo con uno smartband in grado di modificare e distruggere le cellule cancerogene. Il dispositivo potrebbe essere pronto già dal 2020.

Big G vuole arrivare là dove la medicina tradizionale non è ancora giunta: Google vuole sconfiggere il cancro. La notizia di qualche mese fa sulla pillola in grado di marcare le cellule tumorali ora si accompagna a uno smartband che avrà il compito di mutare o distruggere automaticamente una o più cellule nel sangue che hanno effetti negativi sulla salute di una persona. Il braccialetto intelligente è stato presentato al WIPO per ottenere il brevetto, ma ovviamente ci vorrà del tempo prima che il progetto si realizzi: le stime dicono infatti che ci vorranno almeno 5 anni.  

Come farà lo smartband Google a combattere il cancro?

Dai laboratori di Google X emergono spesso idee molto brillanti, che sono quelle che fanno più notizia – al contempo escono anche idee e progetti che però falliscono, com’è ovvio che sia. La notizia di un fitness tracker in grado di ridurre la propagazione del cancro o di altre malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson attraverso la mutazione o la distruzione delle cellule malate evidenzia ancora una volta come la divisione Calico, specializzata in biotecnologie e finalizzata a salvaguardare l’uomo dai problemi di invecchiamento e dalle malattie mortali, stia cogliendo nel segno. Certamente, per ora sono solo idee, progetti e presentazioni di brevetti, ma non è detto che da qui a 5 anni potremo parlare finalmente di cose concrete e vedere i primi effetti positivi sulla salute degli esseri umani.   Lo smartband di Google in question funzionerebbe attraverso la trasmissione di energia nel corpo umano attraverso l’emissione di campi magnetici, infrarossi, radiofrequenze e pulsazioni acustiche. Associato alla pillola in grado di marcare le cellule cancerogene, il dispositivo sarebbe in grado di individuare le cellule malate e distruggerle, allo scopo di rallentare la propagazione del cancro o di altri morbi neurodegenerativi come quello di Parkinson.   Se davvero il progetto prenderà piede ed è destinato a diventare realtà, possiamo cominciare a benedire la tecnologia e la sua evoluzione nei più disparati campi. Ora non ci resta che attendere ulteriori aggiornamenti sul progetto, sperare nel suo perfezionamento e nel benestare dei medici. Inizialmente, tuttavia, il prodotto potrebbe essere utilizzato solo per fini diagnostici.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Tecnologie indossabili

Leave a Reply