Truffe carburante auto su WhatsApp, attenzione ai messaggi pericolosi

Messaggi pericolosi spuntano su WhatsApp, arriva la truffa del carburante auto. Ecco di cosa si tratta e come difendersi.

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C’era da aspettarselo, ancora una volta i cybercriminali prendono spunto dai problemi della vita reale per inscenare frodi sul web. Scattano le truffe del carburante auto su WhatsApp. Di cosa si tratta?

Una serie di messaggio pericolosi stanno spuntando nella chat degli internauti. A darne notizia sono loro stessi con diverse segnalazioni lanciate. Gli addetti ai lavori parlano di una banda ben organizzata che sta spaventando gli utenti dell’app di messaggistica istantanea. Vediamo di cosa si tratta.

Truffe carburante auto, messaggi pericolosi su WhatsApp

I costi esorbitanti per gas e luce sono arrivati alle stelle. Le conseguenze della guerra in Ucraina si sono fatte sentire su tanti aspetti della nostra vita sociale. L’aumento del carburante è solo uno di questi e naturalmente i cybercriminali hanno sfruttato l’onda per inscenare una nuova truffa. Secondo alcune segnalazioni sono spuntati una serie di messaggi che invitano a cliccare su link con la promessa di notizie importanti e offerte varie relative a benzina e diesel.

Si tratta come al solito di link che presentano phishing, ossia spammano senza sosta false notizie al fine di attirare l’attenzione della vittima e fargli cliccare sul succitato link. Lo scopo è quello di impossessarsi della smartphone andando a sbirciare tra i dati e le info dell’utente. Ormai i nostri risparmi, infatti, sono tutti online e vi è accesso tramite l’home banking. Va da sé, quindi, che i malviventi cerchino di prendere possesso delle nostre password per accedere ai nostri account bancari. Le vecchie rapine in banca sono ormai un retaggio del passato, oggi anche tali furti, decisamente più remunerativi e meno pericolosi, si fanno online.

La vera truffa delle auto

La nuova truffa del carburante auto sembra prendere spunto da una vecchia frode denunciata nel 2018 riguardante la vendita di macchine. In realtà, i due casi non hanno nulla in comune, ma alcuni sembrano aver scambiato i due eventi confondendoli tra loro. Non è da escludere comunque che i nuovi criminali si siano ispirati a questo evento di cronaca che portò alla denuncia di una vera e propria banda criminale e al sequestro di titoli di Stato e immobili per il valore totale di 2 milioni e 700 mila euro.

Nello specifico, sempre su WhatsApp, i criminali inviavano messaggi nei quali si invitavano potenziali acquirenti a visionare auto di lusso. A quel punto, sempre via social, partiva la trattativa vera e propria con foto dell’auto e assegni che si rivelavano poi essere falsi. Insomma, una strategia ben costruita che ha portato nelle casse dei malviventi la cifra sopra citata. Come sempre, vi invitiamo a fare massima attenzione a questi messaggi, che siano link o testi sospetti. Vi suggeriamo di non cliccare soprattutto sui link contenuti in esso e di bloccare l’utente che ve li ha mandati.

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