Truffa dell’assegno su WhatsApp, ecco cosa si sono inventati i delinquenti

Nuova terribile truffa su WhatsApp, arriva la frode dell'assegno. Ecco come i truffatori incassano il vostro pagamento.

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Nuova terribile truffa su WhatsApp, arriva la frode dell'assegno. Ecco come i truffatori incassano il vostro pagamento.

Con WhatsApp le brutte notizie non finiscono mai, soprattutto quelle inerenti alle truffe. La più popolare app di messaggistica istantanea al mondo è terreno fertile per i cyber delinquenti che provano a sfruttarne in tutti i modi il potenziale, proprio per raggiungere la più grande fetta di pubblico possibile.

Nuova truffa WhatsApp

Sbirciando sul web abbiamo scoperto che in questi giorni è spuntata una nuova truffa, denominata dell’assegno. Truffa che, a quanto pare, negli ultimi mesi ha mietuto diverse vittime. Diversi casi segnalati a tal proposito, ma di cosa si tratta precisamente? In pratica, si tratta di una compravendita effettuata via chat, nel senso che il contatto avviene tramite WhatsApp. Il venditore vi propone un prodotto, ad esempio una macchina, e vi chiede poi il pagamento tramite assegno bancario dopo aver concordato insieme il prezzo.

A questo punto, il venditore vi invita a inviargli una foto dell’assegno per avere prova della vostra buona fede.

Il problema però è che le sue intenzioni non sono affatto buone, con quella foto infatti il truffatore ha già ottenuto quel che cercava, a quel punto infatti stampa l’immagine in alta definizione e va in banca a riscuotere l’assegno. Naturalmente, affinché la truffa vada a buon fine, c’è anche bisogno della negligenza da parte del banchiere, il quale non si avvede che l’assegno stampato non è regolare, ma è solo un pezzo di carta normale. C’è da dire inoltre che non è necessario presentare fisicamente l’assegno, oggi basta anche stamparlo per compilarlo, poi scannerizzarlo e presentarlo in banca con il sistema check image truncation, l’assegno elettronico.

Insomma, le colpe vanno divise a metà tra l’impiegato della banca che non applica tutte le sue procedure a disposizione per capire che si tratta di una truffa, e il truffato stesso, il quale si dimostra estremamente ingenuo. Mai dare informazioni così personali via WhatsApp, chi ve le chiede non può che essere in malafede. Naturalmente, tra negligenze e ingenuità varie, il primo responsabile e massimo colpevole del malfatto rimane senza ombra di dubbio il truffatore, ça va sans dire.

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