Tidal in Italia: lo streaming musicale non è solo Spotify

Lo streaming musicale non è solo Spotify: anche in Italia arriva Tidal. La differenza la fa la qualità... e il prezzo.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Lo streaming musicale non è solo Spotify: anche in Italia arriva Tidal. La differenza la fa la qualità... e il prezzo.

Come faremmo senza la musica? Probabilmente vivremmo molto peggio: è per questo motivo che negli ultimi anni sono sorti diversi servizi di streaming musicale sul web e non solo consentendo, a differenza delle radio, di creare le proprie playlist e di personalizzare l’ascolto della musica secondo le nostre esigenze. Dopo essere sbarcato in paesi come Inghilterra, Belgio, USA e Finlandia, anche in Italia arriva un nuovo servizio di streaming musicale sviluppato dalla svedese Aspiro: Tidal è il suo nome e a differenza della concorrenza garantisce una maggiore qualità della musica a un prezzo, tuttavia, che non può certamente definirsi economico.  

Tidal: la qualità fa la differenza

Quel che si dice rapporto qualità-prezzo? In parte sì: Tidal non è un servizio per tutti, soprattutto non è per l’ascoltatore medio, che può continuare ad ascoltare musica su Spotify, a cui Tidal guarda come principale concorrente, o Deezer o altri servizi similari. Perché a differenza di Spotify o YouTube che consentono di ascoltare le canzoni in formati con compressione “lossy” – vale a dire con una velocità di trasmissione pari a circa 320 kbps – e che quindi risultano più leggeri ma anche di minor qualità – nulla di cui un ascoltatore medio possa preoccuparsi – il principale punto di forza di Tinder sta proprio nella qualità dei file “lossless“, vale a dire con una velocità di trasmissione pari a circa 1.411 kbps. File più lenti da scaricare, ma con maggiore qualità vista la permanenza dell’audio originale.  

Tidal: quanto costa?

Disponibile per Windows e Mac, ma anche su mobile, Tidal non è economico quanto Spotify: se quest’ultimo, in versione premium, costa 9,99 euro al mese, Tidal ne costa quasi il doppio (19,99 euro). Tanto per il nostro Paese, visto che al momento non è neppure disponibile un’interfaccia in italiano. In più non è disponibile una versione gratuita, ma solo la versione premium. Sicuramente una scelta di nicchia, ma che farà felici gli amanti della musica. Ora resta da vedere se sarà appetibile anche per tutti gli altri utenti. Sotto questo aspetto, in mancanza di una strategia più popolare, è molto più facile e prevedibile che a spuntarla sia ancora Spotify.   Per maggiori informazioni, cliccate sul sito ufficiale.

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Argomenti: Nuove tecnologie

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