Lo strano caso del film The Interview: tra BitTorrent e Anonymous la spunta… Sony

The Interview farà più discutere per il caos diplomatico tra Corea del Nord e Stati Uniti che per la bellezza del film in questione. Si vociferava che il film sarebbe circolato in rete, ma alla fine Sony fa un passo indietro e distribuirà il film a Natale nelle sale USA.

di Daniele Sforza, pubblicato il
The Interview farà più discutere per il caos diplomatico tra Corea del Nord e Stati Uniti che per la bellezza del film in questione. Si vociferava che il film sarebbe circolato in rete, ma alla fine Sony fa un passo indietro e distribuirà il film a Natale nelle sale USA.

Per chi non lo sapesse, The Interview è semplicemente un film, e probabilmente neppure un capolavoro. Un film interessante, per carità, con quei pazzi scriteriati di James Franco e Seth Rogen, ma che ha il difetto di ridicolizzare un dittatore, più nello specifico il dittatore nord-coreano Kim Jong-Un. La cosa strana è che a pochi giorni dall’uscita del film, e dopo gli attacchi hacker dalla Corea del NordSony non sa ancora cosa fare: nel senso che dopo che i circuiti cinematografici si sono rifiutati di distribuire il film nelle sale degli Stati Uniti – a quanto pare le parole e le azioni di un dittatore contano ancora parecchio – ancora non c’è nulla di certo sul futuro di questo film. Tant’è che attualmente circolano voci su un possibile interessamento da parte di BitTorrent e perfino di Anonymous. In parole povere: il film deve circolare. Bello o brutto poco importa, ma giusto per rispondere a un tentativo di censura dittatoriale quel film deve essere visto. E visto il rumore che ha generato, non pensiamo che Interview cadrà nell’oblio tanto presto.  

BitTorrent

In base a quanto riporta un’intervista, BitTorrent sarebbe pronta a “prestare” a Sony il proprio servizio BitTorrent Bundle, piattaforma peraltro già utilizzata da Thom Yorke. Per tacere le malelingue, BitTorrent ha inoltre comunicato di non voler incoraggiare la distribuzione dei film sui siti pirata, bensì di far circolare il film garantendo comunque un controllo da parte del colosso Sony. Sostanzialmente sarebbe con ogni probabilità il primo caso in cui la distribuzione non ufficiale va incontro a quella ufficiale, forse anche con la doppia finalità di voler entrare nelle logiche della distribuzione cinematografica attraverso le nuove tecnologie.  

Anonymous

Sul caso The Interview ci si è messo anche Anonymous, da sempre contrario a ogni tipo di censura: tramite l’account twitter @TheAnonMessage, il gruppo ha affermato di voler fare un regalo di Natale agli utenti, un regalo che si chiama proprio “The Interview”, confessando di non stare “con nessuna delle due parti” ma di voler “solo vedere il film”. Una stoccatina agli USA però non viene risparmiata: “Siamo veramente così deboli da ritirare un film solamente perché non piace a un dittatore nordcoreano? Cosa dobbiamo aspettarci dopo?” recitava il tweet dell’account poi sospeso.  

E infine Sony

In questo gioco delle parti non può di certo mancare Sony, che attraverso i suoi legali ha comunque reso noto come il film sarà distribuito, anche se non si sa ancora dove e come. Con ogni probabilità si parla della rete – e questo è l’unico punto in comune con le altre due ipotesi sopraccitate – e più in particolare di una diffusione attraverso la piattaforma video della stessa azienda, Crackle.   Come finirà?  

AGGIORNAMENTO:  Alla fine la spunta Sony

Alla fine The Interview sarà distribuito da Sony: uscirà a Natale negli Stati Uniti. In arrivo nuove reazioni nordcoreane?

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Argomenti: Buzz

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