TensorFlow: la IA di Google diventa open, ecco i suoi segreti

Google rilascia TensorFlow open source per accelerare il suo sviluppo. Di cosa stiamo parlando? Intelligenza artificiale, apprendimento automatico, riconoscimento: insomma, di futuro.

di Daniele Sforza, pubblicato il

tensorflow-google-ia-open-sourceSi fa un gran parlare di nuove tecnologie di questi tempi, forse perché si è ansiosi di venire proiettati in un futuro nel quale parole e settori come quelli della realtà aumentata, della realtà virtuale e della intelligenza artificiale saranno ormai arcinoti a tutti. E proprio di intelligenza artificiale vogliamo parlarvi in questo articolo, e più nello specifico di apprendimento automatico – o machine learning – su cui si basa TensorFlow, un sistema ampiamente sfruttato da Google per molti dei suoi servizi e basato  proprio  sulla IA, e che recentemente Big G ha messo a disposizione di tutti, ha reso open source, per far sì che ingegneri, hobbysti e altri esperti sviluppatori possano contribuire a migliorare TensorFlow che potrebbe fornire risultati di eccellente qualità nel campo della ricerca e nel settore business.   TensorFlow viene infatti già utilizzata da Google per diversi servizi, tra cui spiccano Google Maps, recentemente rilasciato nella sua versione offline per i sistemi operativi mobile iOS e Android, Google Translate e Gmail, grazie all’innovativa funzione Smart Reply. E non è detto che in futuro la piattaforma TensorFlow non venga utilizzata per molte delle altre tecnologie che sono nella mente di Google, esempio tra tutti le auto a guida autonoma. Il rilascio open source di TensorFlow rientra tuttavia in una strategia di adeguamento alle esigenze degli sviluppatori e dei ricercatori, che cercheranno di contribuire al progetto sviluppando al meglio le potenzialità del servizio.   TensorFlow, infatti, è solo al principio, come ha voluto sottolineare Sundar Pichai, perché si basa su sistemi ancora primitivi: “L’apprendimento automatico è ancora agli albori, non è in grado di fare quello che fa rapidamente un bambino di quattro anni, come ad esempio riconoscere un dinosauro dopo averlo visto in foto un paio di volte”. Pichai ha fretta, ma è una fretta positiva, l’ansia di portare TensorFlow su tutti quei servizi che aiuteranno le persone a vivere una vita più agevole e pratica sotto molti punti di vista. “Speriamo che la community che sta lavorando sul machine learning scambi idee più rapidamente possibile per accelerare la ricerca. TensorFlow è una piattaforma valida non solo per la tecnologia, ma anche per i ricercatori che vogliono dare un senso alla loro mole di dati, dalle scoperte sulle proteine a quelle sull’astronomia”.     Supportata da PC, dispositivi mobile, infrastrutture nel cloud e altri dispositivi di dimensioni e hardware più complessi e sofisticati, TensorFlow è dunque accessibile a tutti. Il machine learning funziona attraverso una serie sofisticata di algoritmi e sistemi particolari basati sulla comprensione e il riconoscimento dei dati, comprensivi di tutte le variabili osservate in base a determinati parametri. Per fare un esempio, TensorFlow potrebbe essere alla base anche di tecnologie di riconoscimento facciale, proprio come quella che sta utilizzando Facebook su Messenger per la nuova funzionalità Photo Magic. Non tutti però guardano all’intelligenza artificiale come un’amica dell’uomo: a sparlarne di frequente, ad esempio, è Stephen Hawking, che non osa immaginare quali conseguenze possa procurare un computer dotato di un’intelligenza umana di un bambino di 4 anni. Chissà: intanto il futuro è sempre più alle porte.

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Argomenti: Intelligenza artificiale

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