Su questo pianeta roccioso un 1 anno dura solo 3 giorni

Anche grazie all'Italia è stato scoperto un pianeta roccioso a poco più di 20 anni luce da noi dove 1 anno dura solo 3 giorni: l'obiettivo di trovare un'altra Terra abitabile è sempre più vicino.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Anche grazie all'Italia è stato scoperto un pianeta roccioso a poco più di 20 anni luce da noi dove 1 anno dura solo 3 giorni: l'obiettivo di trovare un'altra Terra abitabile è sempre più vicino.

Quest’estate sarà ricordata come la stagione in cui la passione per l’astronomia è rinata: dopo le prime immagini di Plutone inviate dalla sonda New Horizons e la scoperta del pianeta gemello della Terra a 1.400 anni luce da noi, è il turno di HD 219134b, nome poco elegante ma che corrisponde a un pianeta roccioso che orbita attorno a una stella nana – più fredda e piccola del nostro Sole – in quel della costellazione Cassiopea, visibile a occhio nudo d’autunno nel nostro emisfero. La scoperta, che ha un forte sapore italiano, è resa più sensazionale dal fatto che quel pianeta è simile al nostro sia per densità sia perché non è gassoso, bensì roccioso. Può ospitare la vita? Assolutamente no. La vicinanza alla sua stella fa sì che la sua superficie risulti incandescente. E pensare che lì 1 anno dura solo 3 giorni: sapete i veglioni di capodanno che ci saremmo fatti.   Ma che c’entra la scoperta di questo pianeta roccioso – che dista poco più di soli 20 anni luce da noi – con l’Italia? Che significa “scoperta dal sapore italiano”? Semplicemente che il telescopio “cacciatore di pianeti” che ha fatto la scoperta è stato realizzato grazie al team dell’INAF e dell’Università di Padova. Si trova alle Isole Canarie e il suo scopo è quello di trovare pianeti extrasolari. Sebbene non sia un gemello della Terra, tuttavia, la scoperta di HD 219134b rappresenta un risultato senza precedenti secondo il professor Giampaolo Piotto dell’Università di Padova. “Anche se non è ospitale alla vita” fa sapere “ci stiamo avvicinando sempre di più a individuare un pianeta che sia il nostro vero gemello”. Magari tra 10 anni.   Tutto ha avuto inizio con lo studio di una delle stelle che si trovano nella costellazione di Cassiopea, meno visibile e appariscente delle altre che formano la W e che sono visibili a occhio nudo. Un dondolio appena accennato che poi si è scoperto essere provocato dall’orbita di questo pianeta, per grandezza simile alla Terra, su cui poi sono stati fatti altri rilevamenti, che hanno portato a scoprire come la densità sia simile a quella del nostro pianeta. Il raggio di questo pianeta è grande 1,6 volte la Terra, mentre la densità misura 6 grammi per centimetro cubo.   L’ambizione però resta sempre quella: trovare un pianeta gemello della Terra, magari abitabile. Ma Piotto fa sapere che l’obiettivo è quanto mai vicino: “Non ci siamo ancora, ma con la ESA stiamo costruendo un satellite chiamato PLATO il quale sicuramente raggiungerà questo scopo. Ci vorranno ancora dieci anni, ma alla fine, ne siamo convinti, troveremo un’altra Terra. E probabilmente vicina al nostro pianeta”. Insomma, a giudicare da questa estate astronomica, sembra proprio che l’esplorazione dello spazio stia cominciando sul serio.     Fonte e foto | NASA

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Argomenti: Scienza e Natura