Streaming illegale finito, Procura di Brescia blocca 144 siti pirata, oppure no

Maxi operazione per chiudere i siti di streaming illegale, ma la battaglia della giustizia è davvero ardua.

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Maxi operazione per chiudere i siti di streaming illegale, ma la battaglia della giustizia è davvero ardua.

Stop allo streaming illegale in Italia. La Procura di Brescia ha fatto piazza pulita in un’operazione che si chiama Free Football, colpiti i siti che trasmettevano eventi sportivi live (come appunto partite di calcio gratis), ma anche un servizio on demand su film e serie tv.

Streaming illegale, c’è lo stop

Una vera e propria bomba sembra essersi scatenata sui siti illegali di streaming.

Ben 144 piattaforme chiuse dall’operazione lanciata dalla Procura di Brescia. I siti in questione erano estremamente organizzati e performanti, con menu che offrivano intuitivamente una serie di servizi da usufruire tramite l’interfaccia del sito divisa per sezioni. Dagli eventi sportivi live, a quelli dedicati alle serie tv archiviate in stile Netflix. Insomma di tutto e di più.

L’operazione è stata condotta dal nucleo speciale tutela privacy e frodi di polizia economico-finanziaria di Brescia, in collaborazione con il nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanzia di Roma, tramite il coordinamento della procura di Brescia. Ma quanto è stata realmente efficace? Abbiamo dato un’occhiata da vicino andando a spulciare tra i siti di streaming più famosi d’Italia.

Non faremo nomi, poiché non intendiamo pubblicizzare certi siti, ma possiamo dire che effettivamente molte piattaforme illegali sono state bloccate dai server. Il loro accesso non è più consentito. Da una più attenta analisi però abbiamo scoperto che tale blocco riguarda i siti salvati nei segnalibri del pc, mentre se la ricerca parte da Google ex novo, i siti sono ancora accessibili. Insomma, pare che le piattaforme in questione abbiano già trovato un altro sistema per piazzarsi nei motori di ricerca, magari cambiando completamente dominio, o trovando nuovi server o variando i DNS.

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