Streaming, diritti d’autore e copyright: cosa cambia dal 31 marzo?

Dal 31 marzo 2014 entra in vigore il regolamento dell'Agcom in favore della protezione del diritto d'autore e contro lo streaming illegale: ma cos'è che cambierà veramente?

di Daniele Sforza, pubblicato il
Dal 31 marzo 2014 entra in vigore il regolamento dell'Agcom in favore della protezione del diritto d'autore e contro lo streaming illegale: ma cos'è che cambierà veramente?

Il 31 marzo è un giorno molto importante per la difesa del diritto d’autore, del copyright e della visione libera e gratuita di contenuti digitali di proprietà: sostanzialmente potrebbe diventare più difficile vedere film o serie tv in streaming, pubblicare una foto di non propria paternità e ovviamente anche un libro, così come un testo scritto e così via. Le ultime figuracce fatte dagli organi competenti nel contrastare la pirateria hanno indotto gli stessi a tagliare la testa al toro e a colpire gli ambasciatori, anziché i fautori della notizia. Pertanto l’opera punitiva sarà perpetrata nei confronti dei siti che ospitano i link piuttosto che dei siti che ospitano fisicamente il materiale illegale, semplicemente perché questi ultimi sono (sembrano) impossibili da chiudere. E questa strategia si rivela un passo indietro, un arrendersi all’evidenza di una forza incontrastabile (quella della pirateria), di un contentino che alla fine potrebbe non risolvere un bel nulla. 

 

LEGGI ANCHE

I siti di streaming sequestrati sono tornati online: ecco perché

 

Cosa dice il nuovo regolamento dell’Agcom

Il nuovo regolamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è entrato in vigore oggi 31 marzo e mira a colpire sostanzialmente i download, attraverso un ordine ai provider di rimuovere i contenuti illegali previa segnalazione e verifica della stessa, operazione questa che si svolgerebbe nell’arco di 35 giorni massimo. 

Film, musica, articoli, immagini, libri e altri documenti digitali: sono loro a diventare illegali e al contempo la loro fruizione potrebbe divenire impossibile. Una difesa a denti stretti alle opere protette da copyright, ma in molti già si chiedono quanto durerà veramente. Prima di tutto perché il nuovo regolamento, disponibile qui, sembra essere piuttosto incerto in alcuni passaggi, come ad esempio nella definizione di opera digitale: “un’opera, o parti di essa, di carattere sonoro, audiovisivo, fotografico, videoludico, editoriale e letterario, inclusi i programmi applicativi e i sistemi operativi per elaboratore, tutelata dalla Legge sul diritto d’autore e diffusa su reti di comunicazione elettronica”. Insomma, a leggere ben il testo, sembra che nel calderone ci finisca tutta la rete, senza ulteriori specificazioni, come ad esempio la differenza sostanziale tra “opere digitali” a pagamento e “opere digitali” gratuite. 

 

Come segnalare un abuso del diritto d’autore?

Dal 31 marzo sarà sufficiente inviare una segnalazione al sito Ddaonline.it non solo per avere ulteriori informazioni sul nuovo regolamento, ma anche per inviare una segnalazione e richiedere di conseguenza l’intervento dell’Agcom allo scopo di rivendicare la paternità su un’opera digitale vittima di una violazione altrui. 

A seguire gli organi competenti saranno chiamati a fare i dovuti controlli e, una volta accertati i fatti, a provvedere alla richiesta della rimozione dei contenuti dichiarati ufficialmente illegali. 

A questo punto la palla passerà a colui che ha editato quel documento, il quale avrà 5 giorni di tempo per tirare fuori la documentazione ufficiale che lo autorizza a pubblicare quel particolare contenuto oppure a rimuoverlo del tutto. Qualora il responsabile non reagisca, l’Agcom sarà tenuto a prendere provvedimenti attraverso la rimozione del materiale ritenuto illegale e l’oscuramento del sito

Forse non ci vuole un saggio per capire che un tale procedimento, in poco tempo, potrebbe trasformare la rete in una vera e propria giungla abitata da “sceriffi informatici” e che, soprattutto, potrebbe non dare i risultati sperati. 

 

Cosa cambierà davvero dal 31 marzo?

Forse non cambierà assolutamente nulla. Nel senso che una giungla era prima e una giungla sarà domani, ma meno organizzata. 

Probabilmente i primi tempi sarà molto più difficile reperire film o musica gratis o effettuare questi tipi di download, ma nel giro di qualche settimana (se non già oggi) potrebbero essere già disponibili software e programmi che aiuteranno gli utenti più navigati a circuire le restrizioni, aggirare il problema e farla franca. 

Solo il tempo ci dirà se avremo ragione, ma la Storia ci insegna qualcosa e in questo campo la Storia è piena di esempi. 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Tendenze del web

I commenti sono chiusi.