Spotify vs Youtube: streaming video in arrivo?

Spotify sfida YouTube pensa ai video per aumentare gli utili e far crescere pubblico e azienda dopo l'ultimo bilancio fallimentare.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Spotify sfida YouTube pensa ai video per aumentare gli utili e far crescere pubblico e azienda dopo l'ultimo bilancio fallimentare.

Sembra sia il momento di Spotify, visto che se ne parla molto, sia nel bene sia nel male: dalle brutte notizie provenienti dal bilancio – 162 milioni di perdite registrate nel 2014, il calo più vistoso degli ultimi 6 anni – fino alla possibilità di sfidare YouTube sul suo campo, offrendo un servizio di streaming video. Ne sapremo sicuramente di più il 20 maggio, data in cui si terrà l’evento organizzato dall’azienda, ma per ora l’aria che si respira è quella, anche grazie alle recenti indiscrezioni riportate da diversi media, tra cui il Wall Street Journal. E non è un caso che l’azienda svedese abbia affermato che le pesanti perdite dell’ultimo anno siano da addursi a pesanti investimenti per migliorare (e arricchire) il proprio servizio.  

Spotify pensa ai video

Secondo alcune fonti, Spotify avrebbe contattato alcuni network specializzati nella creazione e distribuzione dei video per YouTube per acquisire il loro materiale e anche per discutere sulla possibilità di creare e sviluppare contenuti video appositamente per Spotify, come ad esempio già accade per Netflix. Tra le aziende contattate, ci sarabbero Time Inc., Fullscreen, Maker Studios e Tastemade. Il nuovo servizio di streaming video potrebbe duplicare l’offerta già presentata dalla principale “divisione” musicale di Spotify, proponendo dunque il servizio sia gratuitamente sia in abbonamento premium, quest’ultimo ovviamente privo di pubblicità.  

Sarà la mossa giusta?

C’è chi non ha molta fiducia sulla novità Spotify e forse i maligni pensano che sarà il motivo principale del collasso definitivo dell’azienda. Si deve guardare ai competitors più blasonati, infatti, come YouTube e Facebook e presto anche Apple, per capire che questo settore non è tutto rose e fiori. Come riporta il Wall Street Journal, infatti, le ingenti entrate ricavate dagli annunci pubblicitari dei video spesso chiudono in pareggio rapportati agli investimenti effettuati, e se pensiamo che Spotify ha sempre perso  e il 2014 è stato il suo anno peggiore, la novità del servizio di streaming video potrebbe tradursi in una strategia fallimentare.   Se quanto sopra detto è vero, risulta altrettanto vero che a pesanti investimenti rispondono ottime possibilità di successo e guadagno: è il caso di Facebook, che a gennaio scorso è riuscito a superare in visualizzazioni video i contenuti di YouTube – e per un social network superare in views una piattaforma di video sharing, quindi vincendo nello stesso campo, non è roba da poco. Pur essendo redditizio su alcuni mercati, ora l’obiettivo dell’azienda svedese, anche alla luce degli ultimi deludenti risultati finanziari, è quello di costruire un pubblico più ampio. Anzi, secondo il responsabile dei servizi per gli artisti Mark Williamson, ha affermato che l’azienda ha 3 priorità: crescere, crescere e crescere. La speranza di molti è che Spotify non voli troppo vicino al sole.     Fonte | WSJ

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Argomenti: Audio-Video, novità Spotify, Servizi, Nuove tecnologie

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