Software pirata su PC: il download illegale piace (nonostante tutto)

Aumentano in tutto il mondo le installazioni di software pirata sui PC di tutto il mondo, in particolare in Italia, dove un utente su due preferisce programmi senza licenza.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Aumentano in tutto il mondo le installazioni di software pirata sui PC di tutto il mondo, in particolare in Italia, dove un utente su due preferisce programmi senza licenza.

Secondo un rapporto stilato da BSA Global Software Survey e IDC, i software pirata installati sul proprio PC sono aumentati in tutto il mondo, con tasso maggiore nell’area asiatica e del Pacifico, ma anche gli italiani non scherzano: nel nostro Paese, infatti, quasi un italiano su due ha installato un software pirata sul proprio computer o ha commesso un download illegale, preferendo dunque un programma senza licenza a uno regolare, nonostante il timore espresso per la possibile perdita di dati e per i rischi alla sicurezza. Il paradosso è proprio qui: un popolo che ha paura di fare acquisti online installa tranquillamente un programma pirata con tutti i rischi che ne corrono. Ma noi ai paradossi ci siamo abituati.   LEGGI ANCHE Internet è in pericolo: privacy e sicurezza a rischio, ecco perché Che fine ha fatto il bug Heartbleed? Ecco il punto della situazione  

Meglio illegale (e pericoloso) che costoso?

La maggior parte dei software ha un prezzo, a volte troppo alto per i consumatori, soprattutto in momenti di crisi. Per questo motivo è meglio puntare sui software illegali, ma è davvero così? Il rischio di scaricare un software pirata è altissimo, primo perché facilita l’accesso agli hacker e alla cybercriminalità se non vi sono le dovute protezioni o antivirus funzionanti (e non quelli gratuiti preinstallati sul computer), secondo perché potrebbero compromettere le prestazioni del computer a lungo andare. Sì, perché i programmi con licenza vengono costantemente aggiornati per evitare pericolose intrusioni e per migliorarsi in continuazione, il tutto gratuitamente. Sostanzialmente acquistare un programma legale risulterebbe solo un investimento iniziale, che verrebbe ammortizzato con il tempo. Eppure nel mondo lo si preferisce ancora illegale. I software installati sui PC di tutto il mondo rappresentano, mentre in Italia la percentuale è al 47% (quasi la metà), e nell’Asia orientale si è arrivati al 62%. Dati allarmanti in un certo senso, soprattutto per i rischi relativi alla sicurezza. Eppure sta proprio qui l’arcano: pur essendo ben consapevoli dei pericoli del “mercato nero dei software“, gli utenti preferiscono marciare per vie illegali e in molti tra gli intervistati non sono neppure sicuri che nei computer dell’azienda per cui lavorano sia installato un programma con licenza. Le aziende fornitrici di software quale altra strada opteranno per convincere i clienti ad acquistare programmi con regolare licenza? Forse una riduzione dei costi potrebbe essere la soluzione (almeno per i primi anni), ma probabilmente anche una maggiore informazione non guasterebbe.

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