Smartphone, un giorno i display si ripareranno da soli

Grande scoperta dall'Università di Tokio, i ricercatori scoprono proprietà di un polimero che permetterà in futuro ai display di ripararsi da soli.

di Daniele Magliuolo, pubblicato il
Grande scoperta dall'Università di Tokio, i ricercatori scoprono proprietà di un polimero che permetterà in futuro ai display di ripararsi da soli.

Spesso le grandi scoperte vengono fatte seguendo ricerche che hanno come fine ultimo obiettivi diversi, ma che poi strada facendo prendono sviluppi sempre nuovi e del tutto sorprendenti. E’ il caso di quanto accaduto all’Università di Tokio che ha scoperto un po’ per caso le proprietà auto riparanti di un particolare polimero, cosa che potrebbe portare in futuro alla creazione di display che si riparano da soli.

Schermo che si ripara da solo, un sogno che potrebbe diventare realtà

Alcuni ricercatori dell’università di Tokyo hanno infatti scoperto un polimero in grado di autorigenerarsi, ovvero di riparare da sé le crepe che lo percorrono. La scoperta in questione sarebbe davvero eccezionale una volta applicata, pensate infatti a quante volte i nostri schermi touch sono finiti per terra o altro spaccandosi o graffiandosi. L’alternativa attualmente è quella di mettere un bel copri display resistente agli urti, magari con tanto di cover trasparente resistente agli urti.

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Non tutti però amano addobbare il proprio smartphone con aggeggi extra, per il semplice motivo che con tutte queste accortezze si finisce per modificarne inevitabilmente il design. Ecco quindi che un display con proprietà del genere in futuro sarebbe un vero tocca sana per tutti coloro che vogliono avere le precauzioni offerte dalla tecnologia pur mantenendo lo smartphone fedele alla sua estetica originaria. Inutile invece fare accenni alle sostituzioni dei vetri rotti, queste componenti costano ancora tantissimo che molti preferiscono di acquistare direttamente un nuovo smartphone, o andare in giro con il vetro distrutto.

Display magici? No, è scienza

Totalmente casuale la ricerca, che prevedeva lo studio di un collante a base di polietere-tiourea. Nel corso della preparazione il ricercatore ha notato una particolare proprietà del polimero che aveva per le mani: i bordi del materiale, quando premuti insieme, erano in grado di fondersi tra loro permanentemente senza bisogno che a cementare il legame intervenissero alte temperature. Vedremo se in futuro le aziende del settore raccoglieranno l’intuizione per la produzione propria, consapevoli del fatto che tra la teoria e la pratica ci passerà del tempo non indifferente. Ricordiamo a tal proposito il brevetto di Samsung per lo smartphone pieghevole (flessibile), a quanto pare più facile a dirsi che a farsi.

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