Smartphone Android: dal 29 ottobre stop alle app di Google, cosa cambia?

Stop a Chrome sugli smartphone Android, ecco cosa fa Google per evitare nuove sanzioni dell'Unione Europea.

di Daniele Magliuolo, pubblicato il
Stop a Chrome sugli smartphone Android, ecco cosa fa Google per evitare nuove sanzioni dell'Unione Europea.

Una data che potrebbe essere epocale per il mondo della telefonia, il 29 ottobre scatta il divieto da parte dell’UE di installare in impostazioni di fabbrica il browser Chrome di Google. L’unione Europea ha colpito Big G nel recente passato con potenti sanzioni, l’accusa è di aver usato gli smartphone Android per esercitare la propria dittatura con il noto browser preistallato. Big G quindi ha deciso di piazzare la contromossa.

Google e Android, ecco cosa cambia

Dalle parti di Googleplex a Mountain View, hanno deciso di non rischiare ulteriori sanzioni e quindi presto i nuovi smartphone Android non avranno più le consuete app preistallate e non eliminabili in memoria. Parliamo di app come Gmail, Google Foto, Google Drive, Google Play Store eccetera. Il motivo è che Google non vuole più rischiare ulteriori sanzioni da parte dell’ UE, ma è probabilmente anche una sorta di ripicca per dimostrare tutto sommato che se vuoi fare la guerra a Big G, allora poi devi pagarne le conseguenze, via quindi tutte le app che gli utenti Android utilizzano ormai da sempre e che trovano probabilmente ormai indispensabili.

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Sono a questo punto due gli scenari possibili che si aprono al mondo Android. Il primo, ed è quello che spera si verifichi Google, è che le case produttrici dei device dovranno pagare le licenze a Big G per installare il pacchetto di app proposte dal colosso di Mountain View. Il secondo, forse più plausibile, è che a questo punto anche altri produttori si inseriranno in questo nuovo mercato, ed è tutto sommato quello che vuole invece l’Unione Europea, così da creare nuovi competitor, nuova concorrenza nel settore, e un nuovo ricco mercato.

In questo discorso potrebbe inserirsi subito prepotentemente anche Amazon, che con il suo Talbet Fire ha già sperimentato a sufficienza le app create, per non parlare dei cloud messi a disposizione del servizio Prime. Insomma, tra Amazon e Google potrebbe presto scattare una bella zuffa, c’è da dire però che tale frammentazione di app proprietarie potrebbe portare il mondo Android in Europa verso una preoccupante incompatibilità.

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Argomenti: Applicazioni Android, novità Google