Sky e lo streaming, dal 2022 tutto da rifare, la Pay tv perde la battaglia con l’Antitrust

Sky perde la battaglia con l'Antitrust, dal 2022 i contratti per lo streaming non saranno più in esclusiva.

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Sky perde la battaglia con l'Antitrust, dal 2022 i contratti per lo streaming non saranno più in esclusiva.

Nuova batosta per Sky, una novità che potrebbe avere forti ripercussioni anche sul mondo del calcio, o meglio quello relativo ai diritti di visione dei suoi contenuti in streaming, cioè le partite. Arriva la sentenza che dà ragione all’Antitrust.

Streaming e Sky

Nel 2018, quando Sky aveva acquistato i diritti anche del competitor Mediaset, l’Antitrust aveva più che storto il naso e portato addirittura Sky in tribunale. Il gruppo Murdoch avere ormai il monopolio dei diritti della Pay tv in Italia e per questo motivo andava limitato. Il TAR però aveva dato ragione all’emittente televisiva, ma ora arriva un nuovo ribaltamento da parte del Consiglio di Stato che afferma che, effettivamente, l’Antitrust ha ragione e che almeno per quanto riguarda i diritti di visione dei contenuti streaming l’operatore deve avere dei competitor.

Cosa significa questo? Significa che ora a rischiare grosso è Now TV, appunto la versione online di Sky, che ora non potrà più avere diritti in esclusiva per alcuni prodotti, a partire infatti dal 2022 tutto verrà nuovamente rimesso in gioco, e ci saranno nuovi compatirò pronti ad azzannare la preda. Quella più ambita è naturalmente il calcio, ma non è certo l’unica.

E’ bene precisare che per i contratti già in essere, non ci sarà Antitrust che tenga, ad esempio con HBO c’è il contratto fino al 2024, mentre con i diritti dell’NBA fino al 2023, ma per tutti gli altri ci sarà da rinegoziare quando si raggiungerà il termine, e parliamo quindi di MotoGP, ma anche di serie tv e film, oltre che naturalmente del pacchetto più ambito, quello del calcio. Tale novità potrebbe quindi proporre scenari totalmente nuovi e offrirebbe sicuramente agli utenti dei prezzi più bassi, è naturalmente questo il primo effetto che si ottiene con la presenza massiccia della concorrenza.

Pensiamo ad esempio all’arrivo su questo mercato di un colosso come Amazon, con il suo Prime Video potrebbe offrire partite online come già fa in effetti con la Premier League addirittura in chiaro nel Regno Unito. C’è chi però teme che questo scenario possa far perdere molti soldi al sistema calcio italiano, poiché il gioco d’asta in questo caso potrebbe finire al ribasso con tanti competitor come Amazon che propongono la visione senza costi aggiuntivi o addirittura gratis come fa in Inghilterra.

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