Sicurezza informatica: 57 aziende italiane su 100 non si sentono protette

Mancanza di informazione e di comprensione, ma anche la convinzione che la propria azienda non sia adeguatamente protetta: si parla di sicurezza informatica e il panorama disegnato da una recente ricerca risulta a dir poco preoccupante.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Mancanza di informazione e di comprensione, ma anche la convinzione che la propria azienda non sia adeguatamente protetta: si parla di sicurezza informatica e il panorama disegnato da una recente ricerca risulta a dir poco preoccupante.

Il 57% delle aziende italiane non si sente adeguatamente protetto dalle minacce alla sicurezza informatica, mentre il 66% si sente impotente di fronte a un eventuale furto di dati sensibili. Solo il 52% pensa di avere abbastanza conoscenze per frenare le minacce informatiche, mentre ben l’82% è convinto che questo tipo di problemi agiscono indisturbati nonostante le misure di sicurezza prese. L’inchiesta è stata condotta dal Ponemon Institute ed è il risultato del sondaggio “Exposing the Cybersecurity Cracks: A Global Perspective” condotto su poco meno di 5 mila professionisti della sicurezza It di 15 Paesi, ovvero: Francia, Germania, Italia, Olanda, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti, Messico, Canada, Hong Kong, Singapore, Cina, India e Australia.   LEGGI ANCHE Chiavette, mouse e tastiere sotto minaccia: pericolo sicurezza per il protocollo USB Telecomunicazioni italiane a rischio sicurezza: privacy in pericolo? Le 10 regole del Garante Privacy per la sicurezza online durante le vacanze estive  

Sicurezza informatica: poca organizzazione o poca informazione?

I risultati del sondaggio risultano molto interessanti soprattutto per valutare com’è la situazione in diversi Paesi e fare un confronto. Ad esempio, risulta singolare come Canada, Australia e Svezia siano più ottimiste (ma non di molto) sulla efficacia delle misure di sicurezza, rispetto a Francia, Italia, Singapore e Germania (tutti oltre il 78%) che le ritengono poco opportune.    A tal proposito, dal Ponemon Institute rendono noto come “anche se ci sono delle differenze significative tra i Paesi in merito a questioni specifiche, l’analisi complessiva segnala che la maggioranza dei professionisti di sicurezza ritiene di non avere le soluzioni di sicurezza efficaci per proteggere la propria azienda da questo tipo di pericoli”. Il problema, però, è anche un altro, visto che i dirigenti d’azienda non sono affatto informati sullo stretto legame che c’è tra furto dei dati sensibili e perdita di fatturato, rendendosi così inconsapevoli di questa grave connessione.   

Si registra tuttavia un timore allargato in quasi tutti i Paesi circa le questioni legate alla sicurezza informatica: il 57% del campione preso in esame, ad esempio, presume che a livello aziendale non ci sia un’adeguata protezione contro gli attacchi informatici più sofisticati, mentre il 63% considera il furto di dati sensibili una possibilissima opzione a causa di un’inefficace, se non inesistente, tecnologia atta a fermarli.

Significativo è invece il parere del 69% degli intervistati, convinto che le principali minacce si nascondono proprio nei sistemi di sicurezza aziendali. Solamente uno sparuto 26% crede invece nell’esistenza di un programma capace di contrastare tutti gli attacchi, anche quelli più complessi. 

  A tutto ciò si aggiunge anche una informazione assente e una incomprensione di questo tipo di minacce e dei problemi che portano. La maggior parte degli intervistati, infatti, non riescono facilmente a tracciare una situazione generale degli attacchi informatici e soprattutto non sono in grado di capire quando e in quale caso l’azienda sia stata attaccata. Il 41% delle aziende prese in esame si ritiene abbastanza informato sui possibili pericoli informatici. 

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Argomenti: Sicurezza