Second Life 2.0, ovvero High Fidelity: vivremo nella realtà virtuale?

Second Life sta per risorgere e cambiare nome: si chiamerà High Fidelity e sfrutterà tutte le nuove tecnologie finalizzate a ottimizzare la realtà virtuale. Ma come funzionerà nello specifico High Fidelity?

di Daniele Sforza, pubblicato il
Second Life sta per risorgere e cambiare nome: si chiamerà High Fidelity e sfrutterà tutte le nuove tecnologie finalizzate a ottimizzare la realtà virtuale. Ma come funzionerà nello specifico High Fidelity?

La realtà virtuale è sempre più… realtà. Second Life sta per giungere alla versione 2.0, ma sarà lanciata con un nome diverso, High Fidelity, ovvero Alta Fedeltà, e si avvarrà di tutte quelle nuove tecnologie finalizzate a farci muovere in un mondo di simulazione: possono essere i famigerati Google Glass, ma anche le telecamere 3D, sofisticati sensori applicati a tute particolari, speciali caschi con tanto di visore Oculus; ci si muoverà dunque in un mondo virtuale come se ci trovassimo nel mondo reale, e mouse e tastiera diventeranno accessori dimenticabili. Almeno questa l’idea di Philip Rosedale, papà di Second Life, già intensamente concentrato su High Fidelity.   LEGGI ANCHE Oculus VR: in arrivo gioco multiplayer online per 1 miliardo di persone? Sul perché Facebook ha acquistato Oculus VR e sul futuro che ci aspetta  

Come funzionerà High Fidelity?

Chi l’avrebbe detto che Second Life contenesse nel suo nome un’autentica profezia? Sì, perché Second Life si sta avviando verso la sua seconda vita, ma sotto un nome diverso e soprattutto con tecnologie più adatte ad ambientarsi in un mondo interamente virtuale che Rosedale immagina già “competere persino con la realtà“, che si snodino in un’interconnessione e che siano “grandi come la stessa internet“. High Fidelity potrebbe prendere vita già dal prossimo anno con tutte quelle tecnologie di cui abbiamo già accennato finora e che ancora oggi ci sembrano fantascienza e vediamo solo nelle fiere specializzate del settore. Attraverso particolari sensori di movimento potremo così controllare il nostro avatar, che nel mondo virtuale dovrebbe essere in grado di mimare perfino le nostre espressioni facciali. La realtà virtuale immaginata da Rosedale rischia dunque di aumentare la deconnessione dal mondo reale, coinvolgendo migliaia (se non milioni) di utenti in una seconda vita a tutti gli effetti ambientata nel vasto universo del web, così somigliante all’universo reale tanto da generare confusione. High Fidelity non si vuole tuttavia contrapporre a social network come Facebook o Twitter, ma intende mantenere il suo aspetto ludico e l’essenza originaria di Second Life, correggendo tutti gli errori commessi al lancio della prima piattaforma.

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Argomenti: Realtà virtuale e realtà aumentata

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