Gran Bretagna contro i troll violenti: le pene saranno efficaci?

La Gran Bretagna dichiara guerra ai troll violenti, quadruplicando le pene in caso di insulti razzisti o minacce di morte e violenza sessuale online e arrivando fino a 2 anni di carcere. Ma le pene saranno davvero efficaci?

di Daniele Sforza, pubblicato il
La Gran Bretagna dichiara guerra ai troll violenti, quadruplicando le pene in caso di insulti razzisti o minacce di morte e violenza sessuale online e arrivando fino a 2 anni di carcere. Ma le pene saranno davvero efficaci?

Avete presenti quei mostriciattoli che godono a seminare il caos, tempo fa protagonisti solo di fantasie letterarie? Beh, oggi l’utilizzo del termine “troll” è molto più comune nel web: se ne trovano a bizzeffe sui siti web, seminando zizzania e lanciandosi in accuse sterili e prive di fondamento solo per portare l’interlocutore a dare il peggio di sé stesso. L’obiettivo è quello di accendere il fuoco, generare polemiche, sempre fuorvianti, allontanando il tema centrale di un post dalla sua reale natura. Riconoscerli è molto facile, allontanarli un po’ di meno. Nel Regno Unito però è iniziata la caccia ai troll, ma solo a quelli violenti e che si lanciano in accuse a sfondo sessuale o razziale. Insomma, più che troll, semplici deficienti.  

Regno Unito contro i troll: ecco come

Un’offesa pesante sul web nel Regno Unito può costare tanto, davvero tanto: è quello che ha in mente di fare il Ministro della Giustizia Chris Grayling, che ha affermato: “Se sei un troll violento, rischi fino a due anni di carcere“. Per Grayling, infatti, i troll sono “persone che, sotto falsa identità, minacciano di morte o violenza sessuale, discriminano, diffamano”.   Per ora la pena massima arriva solo a 6 mesi di carcere, ma c’è la proposta di allungare la pena fino a 2 anni. Una stretta che risulterà efficace? Difficile dirlo: c’è la libertà di opinione, quindi non tutti i troll saranno vittime di questa quadruplicazione della pena. Essere polemico, generare controversie o mettere pepe a un dibattito, seppur con affermazioni stupide e insensate, non può costare la libertà. Questa verrà meno nel momento in cui un troll ci andrà giù pesante, con insulti razzisti o minacce di morte o violenza sessuale. Insomma, come nella realtà: perché la piazza virtuale ormai è diventata altrettanto importante, avendo una forte influenza sul piano reale (si pensi ai casi di bullismo online).   Grayling ha definito i troll dei “codardi”, i quali “stanno avvelenando la vita di un intero Paese”, e contro cui è necessaria una mobilitazione che limiti “queste cyber-folle che pensano solo ad abbaiare”. Il tutto mentre in Parlamento si sta concludendo l’iter per mettere il freno alla “vendetta porno“, ovvero quel tipo di pratica che porta uomini (sono loro in numero maggiore) lasciati dalle proprie donne a divulgare in rete foto e video piccati per vendicarsi del torto (?) subito.   Insomma, in Regno Unito sembra che si faccia sul serio, ma le pene saranno davvero efficaci?   Immagine | Huffington Post UK

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Tendenze del web

I commenti sono chiusi.