Recensione PES 2015: FIFA è stato sconfitto?

La sfida dell'anno si rinnova: chi vince tra FIFA 15 e PES 2015? Abbiamo recensito il secondo titolo per dare un'idea di come Konami, pur facendosi aspettare su console next-gen, abbia migliorato il suo titolo calcistico.

di Daniele Sforza, pubblicato il
La sfida dell'anno si rinnova: chi vince tra FIFA 15 e PES 2015? Abbiamo recensito il secondo titolo per dare un'idea di come Konami, pur facendosi aspettare su console next-gen, abbia migliorato il suo titolo calcistico.

Giunge come ogni anno il momento di provare uno dei due titoli videoludici calcistici più attesi, quella creatura di Konami che per anni, gli anni della PS3, ha preferito restare a guardare l’evoluzione di FIFA cercando di convincere il proprio pubblico con la sua filosofia di gioco e riuscendoci in parte: gli appassionati di Pro Evolution Soccer lo sanno bene. Ogni volta che sono passati su FIFA si sono pentiti, anche quando il PES di quell’anno non era nelle loro corde. Bene, PES 2015 è finalmente arrivato, su tutte le console e i PC. Tralasciando la versione per PC – se potete, non prendetela – l’ultimo capitolo di Pro Evolution Soccer è sicuramente il migliore di sempre. Si è fatto aspettare, visto che è uscito quasi due mesi dopo FIFA 15, ma ne è valsa la pena: la salsa next-gen è servita ed è sfruttabile al massimo. Se avete una PS4 o una Xbox One è PES 2015 il titolo calcistico da prendere quest’anno. Adesso vi andiamo a spiegare perché.  

PES 2015: tutta un’altra musica

La versione su console next-gen dà i suoi frutti e non delude, ma anzi, dà una maggiore idea di cosa PES 2015 sia diventato e in quali componenti sia notevolmente migliorato. La peculiarità del titolo Konami è stata sempre quella di privilegiare i meccanismi di gioco e il tatticismo reale al calcio spumeggiante e stellare di FIFA. Se dovessimo fare un paragone, PES sarebbe un film in bianco e nero alla fine del quale ti senti completamente appagato, FIFA sarebbe un film spettacolare con effetti speciali e un elevato tasso di adrenalina. Ciascuno dà i suoi effetti e non vogliamo fare ragionamenti per compiacere l’una o l’altra tifoseria, ma PES 2015, rispetto al capitolo precedente, è tutta un’altra musica.   L’intelligenza del gioco è data proprio dalle partite: capita così di incontrare nel campionato una squadra che non deve retrocedere e capire che segnarle non sarà facile, perché bisognerà scavalcare una difesa e un centrocampo asserragliati nella propria area di rigore e quindi, per trovare il buco giusto nel quale infiltrarsi, fare prima un tiki-taka a centrocampo in attesa che un attaccante o un’ala si smarchi e si possa quindi creare un’azione di gioco. Giochi poi contro squadre blasonate che rappresentano il gotha del calcio internazionale ed ecco che la musica cambia di nuovo: attacchi, contropiedi, corse sfrenate, accelerazioni, marcature strette e spazi aperti. Insomma, proprio come nella realtà, ma con un pochino di intelligenza tattica in più. Non ci sarà qui un Cassano qualsiasi che mette tutta la squadra a sedere con un contropiede micidiale e tira una bordata da centrocampo costringendo il portiere avversario a mettere la palla in angolo (!!!) – il riferimento non è casuale – ma una squadra. Una vera e propria squadra.  

L’Intelligenza Artificiale ha fatto la Squadra

Mancava questo ai giocatori appassionati di calcio, ai milioni di allenatori italiani e anche a quelli sparsi fuori confine: una squadra che si comportasse da vera squadra. Non dei solisti che si facciano tutta l’area e poi scoprono che nessuno li ha seguiti e teme di perdere il pallone perché la difesa non è schierata. Una squadra, quindi, con dei movimenti di squadra, una mentalità di squadra e un gioco di squadra. Compagni che seguano l’azione, sia offensiva sia difensiva, che stiano attenti, che s’infiltrino negli spazi e che ragionino con i movimenti che richiede una triangolazione efficace, un contropiede smisurato o un’azione offensiva calibrata al massimo. L’Intelligenza Artificiale ha fatto notevoli passi in avanti, denotando una maturità mai vista che rende questo PES il migliore di sempre, almeno sotto questo aspetto. C’è poco da fare: in PES 2015 le squadre si comportano come nella realtà e ciò agevola il gameplay e dà ancora una maggiore importanza alle tattiche iniziali, da cambiare a seconda di quale squadra ci troviamo ad affrontare. Proprio come nella realtà.   pes2015a  

myPES: non sono solo figurine

La modalità online è decisamente migliorata rispetto alla versione precedente, soprattutto perché colma un vuoto, riduce i tempi di attesa e permette ai giocatori di costruire una squadra di livello – non eccelsa, magari, ma di livello sì – in poco tempo, anche grazie a un mercato dei giocatori abbastanza rivoluzionato: ci sono gli agenti, in grado di pescare campioni in erba e giocatori che rispecchiano i requisiti richiesti, e poi ci sono i prestiti, le comproprietà e tutti quei movimenti di mercato che in PES 2014 mancavano. Inoltre, grazie a una ingente dose di liquidi iniziale, sarà possibile acquistare giocatori conosciuti quasi subito per attrezzare una squadra che se la possa cavare anche contro quegli squadroni – solitamente Bayern Monaco, Real Madrid e Barcellona – schierati già con i migliori fuoriclasse del mondo.   Entra prepotentemente in questa modalità anche la figura del manager: sotto questo aspetto sarà dunque molto importante scegliere il manager giusto che possa portare la squadra ad alti livelli nelle competizioni online e soprattutto formare una squadra che si adatti alle esigenze tattiche e mentali del manager. myPES, insomma, non si compone di sole figurine, ma cerca – riuscendoci in gran parte – di proiettare il realismo del single player nel multiplayer sempre a livello tattico e comportamentale.   Infine i tempi di attesa nel trovare un altro avversario si accorciano e l’impressione è che entrare in una competizione o in una semplice sfida sia più immediato del solito.  

E ora veniamo ai contro

PES 2015 non è tutto rose e fiori: se la grafica risulta impeccabile su PS4 e Xbox One, la resa dei dettagli è certamente inferiore sulle console di vecchia generazione PS3 e Xbox 360 – su PC neppure ne parliamo – ma questo era prevedibile, visto che il titolo Konami è stato pensato quasi esclusivamente per soddisfare le potenzialità offerte dalle console di nuova generazione. Sulle vecchie console, però, questa differenza si rende evidente anche nella fluidità di gioco, perciò quello che abbiamo scritto sopra, potrebbe non essere così manifesto nella versione per PS3 e Xbox 360.   L’altro difetto è dato dai portieri: sì, migliorati, ma non tantissimo. I numeri uno si fanno trovare sempre ben posizionati tra i pali, ma a volte risentono di qualche rallentamento, di una mancanza di riflessi, di reazioni in differita. Come in tutte le versioni del gioco: purtroppo i portieri sono sempre penalizzati quando si parla di pro e contro di un titolo calcistico. Intendiamoci, non sono così pessimi, anzi, forse rispetto alla precedenti versioni sono anche migliorati sotto alcuni aspetti, ma è un vero peccato imprecare contro di loro perché non trattengono un pallone che sembra facile o perché peccano a volte di irrealismo nei movimenti. Nulla di grave, comunque.   pes2015b   La telecronaca passa a Fabio Caressa e Luca Marchegiani e questo è un vero peccato: non che la telecronaca di Pierluigi Pardo fosse migliore, ma la ripetitività con cui telecronista e commentatore sfoggiano quelle solite frasi fatte fa un po’ cascare le braccia, senza contare che riducono il realismo del gameplay. Meglio toglierla dall’audio e farsela da soli a questo punto.   E delle licenze dobbiamo ancora parlarne? Aspettiamo fiduciosi quando FIFA terminerà i suoi accordi: per quella data, Konami ha promesso che rivedrà il sistema delle licenze. Fare un po’ di editor all’inizio vi salverà la mente.  

Conclusioni

A nostro avviso, PES 2015 riconquisterà i fan persi negli anni precedenti e ne convincerà di nuovi: la versione del gioco per next-gen è quella ideale da acquistare, ma anche quella su PS3 e Xbox 360 non sfigura. Una maggiore accuratezza nei dettagli e un gameplay intelligentemente ragionato e basato sulla tattica e sulla diversità delle partite – ogni partita è un discorso a sé – senza contare la possibilità di utilizzare forse per la prima volta una vera e propria squadra con uno spirito di gruppo, rendono PES 2015 un eccellente videogioco sul calcio, da provare assolutamente su PS4 o Xbox One.

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Argomenti: PES 2015