Realtà virtuale e IA nello sport: e se un giorno il calcio diventasse come PES e FIFA?

Un giorno le società potrebbero congedare i calciatori e affidarsi ad avatar per partite di calcio virtuali. Ecco gli scenari dello sport con IA e VR.

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Un giorno le società potrebbero congedare i calciatori e affidarsi ad avatar per partite di calcio virtuali. Ecco gli scenari dello sport con IA e VR.

Al momento rimane solo una fantasia da fantascienza, ma stavolta non per carenze tecnologiche. Lo sport virtuale è uno scenario che un giorno potrebbe presentarsi con maggiore decisione, anche se già da tempo l’idea è feconda in determinati campi. Pensiamo ad esempio a quello dei videogames, titoli come FIFA o PES simulano quasi perfettamente una partita di calcio, mentre ad esempio Fight Night Champions riproduce molto fedelmente un incontro di pugilato, ma i videogioco di sport sono innumerevoli, inutile citare altri esempi. L’idea che vi proponiamo però è un’altra.

Sport virtuali, un giorno saranno realtà?

E se un giorno davvero i nostri sport preferiti divenissero esclusivamente virtuali? Come dicevamo nel nostro incipit, ci sono già dei settori che hanno abbracciato la realtà virtuale per lo sport. Pensiamo ad esempio al fenomeno delle scommesse virtuali, qui assistiamo, sia online che negli store di scommesse, a partite di calcio simulate dal computer, oppure a corse di macchine o di cani. Insomma, si tratta di vera e propria realtà virtuale affidata alle società di scommesse.

La suggestione che vi vogliamo proporre però è un’altra. Un giorno le società calcistiche potrebbero decidere di affidarsi totalmente alla tecnologia. Pensate ad esempio al risparmio che ne ricaverebbero in termini di ingaggi, per non parlare poi delle regole finalmente rispettate al 100%, niente più gol in fuorigioco (sensori rileverebbero immediatamente se un giocatore è al di là della linea, come appunto avviene nei videogiochi) né rigori inventati.

Federazioni e società potrebbero quindi decidere di eliminare i giocatori per sostituirli con avatar virtuali, a quel punto ogni società darebbe la caccia al miglior programmatore in grado di creare un software tanto preciso da sconfiggere ogni avversario, a sua volta virtuale.

Lo scenario proposto potrebbe invece avere un’altra variante, una startup esterna potrebbe dedicarsi alla creazione dei giocatori virtuali, e le varie società a quel punto inizierebbero ad acquistare gli avatar migliori, a seconda delle loro finanze.

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Ovviamente, tutto questo potrebbe funzionare solo se il pubblico dimostrerà di apprezzare la rivoluzione, comprando biglietti e abbonamenti tv. Insomma, saranno naturalmente i soldi a decidere. Visto il sempre maggiore impiego della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite, l’idea rimane sicuramente lontanissima dal nostro mondo, ma non così ridicola come potrebbe sembrare ad una prima impressione.

Quando l’intelligenza artificiale si impossesserà anche dello sport

Siamo in un futuro probabilmente distopico, un mondo in cui lo sport ha perso, sport inteso come l’espressione della libertà dell’uomo che sfida le leggi della natura mettendo a dura prova la resistenza del proprio corpo. Siamo qui in un mondo governato esclusivamente dagli interessi economici, dove la voglia di correre dietro ad un pallone è assolutamente secondaria rispetto all’affidabilità  data dall’algoritmo di un software per conseguire una vittoria.

Anche il cinema ha toccato, seppur di sfuggita e con un approccio tendenzialmente diverso, l’argomento. Ci viene in mente il film con Hugh Jackman Real Steel. Nella pellicola la boxe è stata messa al bando perché troppo pericolosa. Al posto dei pugili quindi si esibiscono mostruosi robot che prendono parte a veri e propri campionati mondiali e fanno girare un sacco di soldi. In questo caso quindi l’intelligenza artificiale (tra l’altro nemmeno tanto accentuata, visto che i robot sono telecomandati da uomini) toglie completamente spazio alla realtà virtuale che avevamo ipotizzato in precedenza.

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