Quel libro di Riina Jr. che su Facebook trova proseliti

Continua a far discutere l'ospitata televisiva di Salvo Riina Jr., ma stavolta il discorso si sposta sui social e le reazioni degli utenti non sono così scontate.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Continua a far discutere l'ospitata televisiva di Salvo Riina Jr., ma stavolta il discorso si sposta sui social e le reazioni degli utenti non sono così scontate.

Continua a far discutere l’intervista di Salvo Riina Jr. nella trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa, ma stavolta vogliamo trattare l’argomento non in senso strettamente di cronaca, bensì guardandolo dal lato della rete, e più nel dettaglio dei social network. Infatti, mentre diverse librerie in tutto il Paese hanno pubblicamente dichiarato di non voler ordinare né di voler vendere il suo discutissimo libro, sulla pagina Facebook Salvo Riina si leggono commenti entusiasti e di esortazione e incoraggiamento al figlio del noto mafioso, tanto da far pubblicare a Riina Jr. il seguente messaggio di ringraziamento: “Grazie a tutti coloro che mi hanno mostrato il loro affetto e il loro supporto. Grazie anche a coloro che non dormono per lasciare commenti negativi o che si svegliano all’alba con il solo pensiero di scrivere cattiverie che non mi toccano. Buona giornata a tutti”. L’ultimo messaggio, invece, informa sulle modalità per procedere all’acquisto del libro fuori dal territorio italiano, probabilmente in seguito alla richiesta di un proselito residente in Germania che giustappunto chiedeva come e dove reperire il libro, rifiutato da molte librerie, ma non da tutte.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Le librerie lo rifiutano, ma su #Facebook Salvo Riina jr. ha i suoi fan[/tweet_box]   Tra i messaggi di incoraggiamento, spunta ovviamente anche qualche insulto e offesa, le quali tuttavia vengono prontamente o censurate o ricevono a loro volta una valanga di commenti negativi. Ci troviamo di fronte a un classico caso di omertà 2.0? Non proprio, visto che è tutto alla luce del sole: gli utenti che scrivono messaggi di incoraggiamento, infatti, non nascondono di certo la propria identità e c’è chi perfino esorta Salvo Jr. a continuare su questa strada – e chi invece bolla tutti semplicemente come mafiosi.   Sempre su Facebook sono sorti diversi gruppi nati solo per esprimere solidarietà al figlio del boss e c’è già chi discute su questa pratica certamente non condivisibile, ma che è parte integrante della democrazia internettiana, nonostante in molti continuino a non voler vedere la chiarezza e la limpidezza di questo postulato. Di certo non c’è da stupirsi se il figlio del boss compare sulla televisione pubblica in una delle trasmissioni più popolari e seguite dagli italiani, per essere intervistato da uno dei più “autorevoli” giornalisti italiani viene esortato sulle pagine Facebook.   Sul social network sopra menzionato, così come sulla rete, può capitare di trovare di tutto, e l’esortazione a Salvo Riina Jr. sta facendo molto rumore in seguito alla sua ospitata sulla televisione pubblica, di cui tutti paghiamo il canone – da quest’anno incluso nella bolletta dell’energia elettrica. Insomma, come per ogni cosa nel nostro Paese, anche su un cancro come la mafia l’Italia riesce a dividersi: da un lato i media e l’opinione pubblica esprimono il proprio sconcerto su ciò che non doveva essere fatto – e su quello che la RAI non avrebbe dovuto fare per rispetto delle vittime della mafia, ma anche di noi spettatori – dall’altro l’incoraggiamento perturbante al figlio di un boss mafioso sulla rete che naviga indisturbato.   Giusto o sbagliato? Ognuno di noi si fa la sua idea, naturalmente, ma quanto appena sopra scritto rappresenta la dimostrazione ancora più lampante che la “democrazia” del web – ovvero uno spazio in cui tutti possono parlare – non è tutta rose e fiori, ma anzi conserva moltissime spine, che forse troppo spesso facciamo finta di non vedere.

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Argomenti: Notizie, Buzz, Social Network, Tendenze del web