Quei robot che ci toglieranno il lavoro entro 5 anni: arriva la Quarta Rivoluzione Industriale

La Quarta Rivoluzione Industriale è in arrivo e secondo un report del World Economic Forum entro il 2020 spariranno più di 5 milioni di posti di lavoro.

di Daniele Sforza, pubblicato il
La Quarta Rivoluzione Industriale è in arrivo e secondo un report del World Economic Forum entro il 2020 spariranno più di 5 milioni di posti di lavoro.

Forse non tutti sanno che qualche anno fa alcuni industriali e accademici tedeschi hanno parlato di Quarta Rivoluzione Industriale, nota anche come Industria 4.0. Se ne sta parlando molto in questi giorni, come ad esempio a Davos, in Svizzera, ma anche il World Economic Forum ha rilasciato un report molto interessante e per certi versi preoccupante sulle conseguenze della quarta rivoluzione industriale sul mondo del lavoro. Si grida all’allarme come durante e dopo ogni rivoluzione industriale che c’è stata negli ultimi secoli, dalla macchina a vapore alla corrente elettrica, passando ovviamente per la più recente caratterizzata dall’avvento della tecnologia informatica. I protagonisti assoluti della quarta rivoluzione industriale saranno invece robot, intelligenza artificiale, Big Data e Internet of Things. E i posti di lavoro, almeno in molti settori, caleranno drasticamente.   Immaginate di vivere in un breve futuro, mettiamo tra 5-10 anni: avrete a disposizione una casa iper-connessa, con un robot che quotidianamente vi spiccia casa in poco meno di 2 ore, con un frigorifero che vi avvisa di alcuni prodotti elementari mancanti che ordina al posto vostro, di una macchina intelligente che vi guida – è lei a guidare, non voi – senza alcun rischio al posto di lavoro, al cinema, o in qualsiasi luogo dove dovete andare. Sono solo alcune delle componenti di un futuro che non è né utopico né distopico, ma certamente realistico e di prossimo avvenire.   Un recente report divulgato dal World Economic Forum, che risponde al nome di The Future of Jobs, va oltre, analizzando il tasso di occupazione del 2020 e affermando che il mondo del lavoro subirà una mutazione drastica e fondamentale entro i prossimi 5 anni, proprio a causa di questa quarta rivoluzione industriale e dei suoi principali attori protagonisti. Nonostante non tutti i settori occupazionali saranno investiti dall’automatizzazione delle mansioni e delle competenze richieste oggi a professionisti in carne e ossa, in tutto si prevede un’emorragia di circa 5,1 milioni di posti di lavoro entro il 2020, prevalentemente in settori come quello produttivo e manifatturiero, quello della costruzione e della manutenzione e anche in quello dell’intrattenimento.   I due autori del report, Klaus Schwab e Richard Samans, intendono tuttavia precisare come alcuni posti di lavoro non saranno minimamente minacciati da provvedimenti di espulsione, mentre per altri si stima una rapida crescita; però, e questo è un dato certo, “tutti i posti di lavoro esistenti attraverseranno una seria modifica nella lista delle competenze necessarie”. Analizzando più di 370 aziende sparse in tutto il mondo, che contano un ammontare di circa 13 milioni di impiegati, il report ha sottolineato un quadro fosco per il mondo del lavoro: in totale saranno ben 7,1 milioni i posti di lavoro che andranno incontro all’eliminazione, con una maggioranza preponderante che deriva dal lavoro di amministrazione e di ufficio.   La compensazione di tali buchi sarà però colmata da alcuni incrementi nei ruoli occupazionali riguardanti il settore commerciale e finanziario, che dunque dovrebbe arricchirsi, anche grazie alle nuove tecnologie, di circa 2 milioni di posti di lavoro. Pertanto, fatta la dovuta sottrazione, saranno poco più di 5 milioni i posti di lavoro eliminati dall’avvento dei robot, dell’intelligenza artificiale e dell’Internet delle cose. Senza considerare inoltre che sarà la componente professionale femminile quella più penalizzata, secondo le prime stime.   Tra i nuovi lavori più richiesti spiccano invece alcune figure qualificate, come ad esempio gli analisti di dati e gli addetti alle vendite su misura, prospettando un futuro (molto vicino) in cui le aziende opereranno nel loro ambito specialistico adottando misure cucite appositamente sul loro singolo cliente. Inoltre avranno una certa importanza anche i Big Data, ovvero tuta quella serie di dati che analizzano il nostro comportamento sul web attraverso un campione statistico legato a comportamenti sociali e identitari, che sondano, in senso più lato, anche gli umori del mercato e del momento che stiamo vivendo, al fine di creare soluzioni pensate su misura e sulle esigenze – sempre più esigenti – dei clienti.   L’impatto della quarta rivoluzione industriale, inoltre, potrebbe avere serie conseguenze anche a livello sociale, con il rischio di aumentare il divario tra ricchi e poveri: “La tecnologia è uno dei principali motivi della stagnazione o del calo dei redditi per la maggioranza della popolazione nei Paesi ad alto reddito”, spiegano gli autori del report, che però tendono anche a rassicurare tutti, affermando che esiste una soluzione a questo scenario negativo: l’aggiornamento continuo finalizzato alla riqualificazione professionale in determinati ambiti lavorativi.   Insomma, nulla di nuovo sul fronte del futuro.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Notizie, Nuove tecnologie, Veicoli a guida autonoma, Internet delle cose