Quanto vale un like su Facebook: i social network causano depressione?

Un like o un commento su Facebook potrebbe corrispondere a un aumento della nostra autostima, così come una mancata interazione su un qualsiasi social network potrebbe portarci alla depressione. Ecco quanto vale un like su Facebook.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Un like o un commento su Facebook potrebbe corrispondere a un aumento della nostra autostima, così come una mancata interazione su un qualsiasi social network potrebbe portarci alla depressione. Ecco quanto vale un like su Facebook.

Un like su Facebook può valere molto, soprattutto quando non viene messo: influisce sul morale dell’utente, può causare depressione, come tutti i social network in cui dominano dinamiche di apprezzamento e gradimento (quindi anche Twitter e Google Plus) e la conferma di questo arriva anche da uno studio americano e australiano. C’era da aspettarselo: i social network hanno un po’ preso il posto di quello che erano le scuole, dove il gradimento degli altri conta più di ogni altra cosa. Già il fatto che sia “social”, dopotutto, sottintende la necessità di un’interazione, ma quando un utente trasforma i suoi post in monologhi privi di apprezzamenti o commenti potrebbe accadere quello che solitamente avverrebbe nella realtà: se si viene ascoltati, se si viene ignorati, la depressione potrebbe essere dietro l’angolo.   TI POTREBBE INTERESSARE C’eravamo tanto amati su Facebook: chi sono gli amici più rimossi? Twitter, Facebook e Google Plus: la minaccia degli utenti fantasma  

Social network e depressione: con zero like, cala l’autostima

Ci mancavano solo i social network per far entrare i giovani in depressione: la mancanza di un like e di un commento, ma anche di un retweet o di un +1 o ancora una ricondivisione possono far calare l’autostima agli utenti social non poi così social, i quali hanno probabilmente pensato inizialmente che dietro uno schermo sarebbe stato tutto più facile. La mancanza di notifiche che ci riguardino da vicino possono indurre il soggetto a pensare di essere ignorato in quella che è a tutti gli effetti una piazza virtuale, dove la propria voce si perde nel nulla e nel vuoto e dove gli altri amici, forse proprio quelli che pubblicano post analoghi al nostro, hanno un livello di popolarità maggiore. Ci troviamo insomma di fronte alla classica magagna da (mancata) popolarità: un selfie senza commenti o un post da cui ci si aspettava un determinato numero di like non ricevono nessuna delle due cose e l’autostima del soggetto cala, proprio come se si fosse nella realtà e non nel mondo virtuale. Un processo più che normale, a dire il vero, per cui non ci voleva uno studio condotto da ricercatori statunitensi per comprenderlo: se si vuole entrare in una piazza sociale, l’emarginazione è sempre un veleno da cui tenersi alla larga, ma il problema è che ciò non dipende dal soggetto in questione. Tuttavia anche una ricerca effettuata dall’Università del Queenslad in Australia ha condotto a risultati similari: chi non riesce a godere dell’interazione altrui e i suoi post sono avari di like e commenti e perciò ignorati, percepisce un’influenza negativa sul proprio benessere, con tanto di calo di autostima e depressione in agguato. Come allontanare questi pericoli? Con lo stesso meccanismo che si agisce in realtà: non preoccupandoci del giudizio altrui e mantenendo intatta la propria autostima. Dopotutto, i veri amici sono altri e l’interazione migliore è quella che si ha guardando l’altro/a negli occhi.

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Argomenti: Social Network