Quando il selfie è tragico e mortale (e stupido)

Fare selfie responsabilmente: c'è un lato oscuro che caratterizza la nuova moda dell'autoscatto da condividere sui principali social network. E' quando il selfie diventa potenzialmente tragico, altamente pericoloso e fortemente stupido.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Fare selfie responsabilmente: c'è un lato oscuro che caratterizza la nuova moda dell'autoscatto da condividere sui principali social network. E' quando il selfie diventa potenzialmente tragico, altamente pericoloso e fortemente stupido.

Chi lo avrebbe detto che l’autoscatto potesse diventare causa di tragedie e morti: certo, fare di tutta l’erba un fascio è altamente sbagliato e nei casi che elencheremo le principali colpe vanno imputate agli autori dei selfie, ma il fatto che i selfie tragici facciano spesso notizia è un fattore sociologico di rilevante importanza. Farsi un selfie mentre si è alla guida o con una pistola puntata alla tempia, giusto per condividerli su Facebook, Instagram o sugli altri social network per far divertire e commentare i propri amici e followers. A breve, sugli smartphone, metteranno gli avvisi “selfa responsabilmente“.   LEGGI ANCHE Ecco la campagna contro il selfie: il video sulla dipendenza è già virale Cos’è il selfie e perché è diventato un fenomeno popolare  

Il lato oscuro del selfie

Si chiamava Oscar Otero Aguilar ed è l’ultima vittima del selfie “stupido”: una pistola carica puntata alla tempia, un movimento impercettibile del dito sul grilletto e il selfie perfetto diventa mortale. Aveva 21 anni e si candida ai Darwin Awards.   Un altro si chiama Ferdinand Puentes ed è ancora vivo, ma è passato agli onori delle cronache per essersi fatto l’autoscatto dopo che un piccolo volo decollato dalle Hawaii è precipitato in mare. Il selfie, condiviso subito sui social network, lo ritrae in mezzo all’acqua con tanto di salvagente. L’incidente ha causato la morte di 1 persona.   Courtney Ann Sanford, invece, percorreva l’Interstate 85 nel Nord Carolina alle 8.32, quando ha condiviso su Facebook il suo ultimo selfie mentre era alla guida, alludendo alla felicità trasmessale dalla canzone “Happy”. Una distrazione fatale che le è costata la vita, visto che subito dopo è andata a schiantarsi contro un camion.   Holly Temple è un’adolescente britannica: i selfie la aiutavano a gestire il suo peso. Da magra già qual era, ha perso sempre più chili fino a diventare anoressica e a precipitare nel baratro della depressione. C’è il lieto fine: la ragazza ha ripreso peso e postato tutti i suoi autoscatti per denunciare il problema dell’anoressia e aiutare le persone con i suoi stessi timori.   Questi sono solo 4 nomi di selfie author che sono finiti sui giornali per questioni del genere, testimoniando di come a volte farsi un selfie in determinate circostanze sia davvero molto stupido, oltre che potenzialmente pericoloso.   Insomma: selfate responsabilmente.

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Argomenti: Tendenze del web