Quali sono gli altri social network?

Non solo Facebook, Twitter o Google Plus: nel mondo esistono anche altri social network, alcuni dei quali molto interessanti, tra cui figurano anche delle realtà italiane. Andiamo a scoprirli.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Non solo Facebook, Twitter o Google Plus: nel mondo esistono anche altri social network, alcuni dei quali molto interessanti, tra cui figurano anche delle realtà italiane. Andiamo a scoprirli.

Facebook, Twitter, Google Plus, Instagram, Pinterest, LinkedIn, chi più ne ha più ne metta, ma alla fine sono questi i social network che conoscete di più e ai quali siete iscritti. Questo però è un mondo che muta in continuazione, e che costantemente mira a lanciare sul mercato nuovi canali e piattaforme emergenti per far convogliare gente, tanto da creare piccole, medie e grandi agorà virtuali dove poter dire la propria senza aver paura del confronto faccia a faccia. Ma quali sono gli altri social network? Quali quelli a cui possiamo accedere e quali quelli a cui non possiamo iscriverci? Diamo uno sguardo generale a tutti gli altri social network di cui sentiamo parlare poco e niente.   LEGGI ANCHE Solo emoji per i social network: ecco Emojli, il social delle faccine Social network anonimi: i segreti di Whisper e Secret  

Non solo Facebook, Twitter e Google Plus: ecco tutti gli altri social network che (non) dovremo conoscere

Incredibile avvedersi come nella nostra ricerca molti social network (tra cui Bebo e Friendster) sono definitivamente morti, schiacciati dalla terribile concorrenza dei colossi. La verità è che i social network estinti sono così numerosi da potervi scrivere un altro articolo a parte. Nel frattempo andiamo a vedere quelli che ancora sopravvivono grazie all’interesse degli utenti:

  • Tagged: è uno dei social network che più merita rispetto e ammirazione, soprattutto perché, nato nel 2004, non solo è ancora vivo, ma dal 2009 è stato tradotto in altre lingue (anche in italiano) e solo 3 anni fa ha acquistato un altro social network Hi5: come dice il nome, è possibile taggare all’interno della foto gli utenti e in generale il social network aiuta a stringere nuove amicizie sulla base di interessi simili. Molto popolare negli Stati Uniti, riscuote un ottimo successo anche nelle Filippine.
  • Classmates: questo è un social network che è nato (e restato) con gli stessi scopi per cui era stato pensare Facebook, ovvero formare aggregazioni di vecchi amici che avevano frequentato la stessa università e magari creare delle reti con amici di amici. Poi, come ben sappiamo, Facebook si è evoluto in qualcos’altro. Ebbene, in Classmates non troviamo foto e video di gattini, bensì si ha la possibilità di trovare i vecchi amici delle università. Tuttavia, è valido solo negli Stati Uniti: la schermata principale elenca tutti e 50 gli Stati americani chiedendo agli utenti dove si sono laureati e da lì la possibilità di ritrovare il proprio amico smarrito (a patto che sia iscritto anche lui ovviamente) diventa un gioco da ragazzi.
  • MyHeritage: ecco un altro social network molto interessante su cui vale la pena soffermarsi. Tradotto anche in italiano, MyHeritage è un contenitore dedicato alla famiglia e incentrato sul proprio albero genealogico, in grado di aiutare gli utenti a ricostruire il proprio album di famiglia, inserire immagini e riscoprire anche i propri avi. Si autodefinisce “la più grande rete familiare al mondo” e viene molto utilizzato soprattutto nei Paesi emergenti e da chi è emigrato in altre nazioni.
  • Gaia Online: i social network specifici come quello di cui abbiamo parlato sopra sono ancora vivi e funzionano molto bene perché si riferiscono alle nicchie, a target ben precisi composti da un’utenza accomunata dalle stesse passioni. E’ il caso di Gaia Online, che si rivolge soprattutto a un pubblico adolescente e giovane e che si incentra prevalentemente sui giochi di ruolo online.
  • Flixster: un altro social network di nicchia, stavolta dedicato a un’utenza appassionata di cinema, è Flixster, dedicato al mondo dello show-business, della programmazione TV e delle discussioni sul cinema. Disponibile in lingua inglese è molto apprezzato dal pubblico americano che lo utilizza soprattutto per condividere passioni e informazioni sul dorato mondo della celluloide.
  • Skyrock: uno spazio virtuale dedicato alla musica molto amato nei Paesi di lingua francese (ma è disponibile anche in altre lingue), prevalentemente in Francia e in Belgio, dove ognuno può creare il proprio blog, scambiarsi opinioni e commenti e creare il proprio profilo ad hoc.
  • Circleme: un social network made in Italy ma che parla inglese, che sta riscuotendo molto credito in Paesi come il Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Brasile. Un modo come un altro per sottolineare come l’innovazione talentuosa del Belpaese è meglio se emigri in altri lidi o almeno operi su questi. Circleme si divide in “Like” e “To Do”, separando gli interessi dell’utente dalle passioni o dalle iniziative a cui vuole partecipare. Perché è proprio su questa aggregazione di passioni che Circleme si basa, allontanandosi da certe dinamiche dei social tradizionali ma allo stesso tempo prendendo spunto dai migliori punti di forza degli stessi.
  • Grow the Planet: dedicato all’ambiente ma soprattutto a uno stile di cibo sano e salutare, grazie a un aiuto finalizzato a creare il proprio orto, sia che si viva in campagna, sia che si viva in città, e a mangiare prodotti made in home. Un motivo d’orgoglio in più visto che la startup è italiana e conta più di 100 mila utenti iscritti in tutto il mondo.

  Questi sono solo alcuni tra i social network più interessanti presi dalla rete. Non mancheremo in seguito di approfondire altri argomenti sul tema, soffermandoci non solo sui social estinti, come accennato all’inizio, ma anche a quelli che hanno sostituito i social più popolari in Paesi dove Facebook risulta inaccessibile.

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Argomenti: Social Media