Progetto RoboBee, le api robot si sono evolute e ora sfidano anche le leggi della fisica

I progressi del progetto RoboBee, dopo quattro anni le api robot riescono anche ad uscire dall'acqua, azione impossibile per i piccoli insetti.

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I progressi del progetto RoboBee, dopo quattro anni le api robot riescono anche ad uscire dall'acqua, azione impossibile per i piccoli insetti.

Sono bastati 4 anni alle api robot di Harward per compiere il prossimo step nel gradino dell’evoluzione, in barba ai tempi biblici di Darwin. Battute a parte, il progetto RoboBee continua a compiere passi da gigante per la gioia di tutti i suoi sviluppatori ed ora fa sognare in grande.

Le api robot continuano ad evolversi

Il progetto RoboBee fu svelato al grande pubblico per la prima volta nel 2013, quando le api robot sapevano sollevarsi e volare. I bot però hanno già avuto diverse modifiche in questi 4 anni, acquisendo ora la facoltà di aderire alla superficie e nuotare sott’acqua. I creatori ora aggiungono un ulteriore tassello alla loro creatura, i robottini sono infatti ora capaci anche di uscire dall’acqua ed immergersi nuovamente.

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Benché sembri cosa da poco, soprattutto se paragonata alle nostre facoltà motorie, uscire dall’acqua è qualcosa di veramente difficile. Al di là della singolarità del soggetto, il quale in quanto robot rende sorprendente qualsiasi tipo di azione, quella di uscire dall’acqua è un’azione estremamente complicata se paragoniamo il bot al suo corrispettivo morfologico in natura, ovvero gli insetti.

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La tecnologia sfida le leggi della fisica, ora gli insetti escono dall’acqua

Per gli insetti uscire dall’acqua è praticamente impossibile. Il RoboBee pesa solo 175 milligrammi (14 volte più leggero di un centesimo) e per questo peso così scarno la tensione superficiale opera una forza di gravità impressionante: 0 volte il peso del robot e tre volte il suo potere di sollevamento. Per risolvere questo problema, i ricercatori di Harvard hanno equipaggiato il RoboBee con un piccolo razzo combustibile.

Il gas riempie una camera nell’abitacolo di RoboBee, una scintilla interna crea poi scarica che permette all’insetto robot di schizzare fuori dall’acqua superando la resistenza della gravità. Il colpo di genio però è quello di utilizzare l’acqua stessa come combustibile. Le piccole piastre elettrolitiche vengono convertite in ossidoidrogeno, un gas violentemente esplosivo (molto dispendioso in termini di costi energetici). Al momento il RoboBee non può essere controllato a distanza, e non può ancora svolgere attività tipiche delle api, come ad esempio l’impollinazione delle colture. Restiamo fiduciosi per il prossimo step nel cammino dell’evoluzione.

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