Privacy Officer, una figura fondamentale per sorvegliare l’intelligenza artificiale

Cosa fa il Privacy Officer? Nuovi corsi disponibili.

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Cos’è e cosa fa un Privacy Officer? Una figura professionale che potrebbe avere maggior spazio nel prossimo futuro, soprattutto alla lice dei nuovi corsi in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e Federprivacy.

Privacy Officer per il futuro

Con l’ormai consueta collaborazione tra l’Università degli Studi di Milano e Federprivacy, parte il Corso di perfezionamento “Big data, artificial intelligence e piattaforme. aspetti tecnici e giuridici connessi all’utilizzo dei dati e alla loro tutela”. Il corso è atto alla formazione di professionisti certificati come Privacy Officer e Consulenti della Privacy. Previsti i crediti per i soci membri di Federprivacy e l’attestato di Qualità rilasciato dall’associazione ai sensi della Legge 4/2013. Il corso si svolgerà dall’8 giugno al 15 luglio 2021, ed è coordinato dal Prof. Pierluigi Perri.

Ma cosa fa un Privacy Officer? Innanzitutto, la figura professionale è inquadrata sotto specifiche competenze, ovvero quelle giuridiche, informatiche e gestionali. Il suo lavoro è quello di osservare, valutare e organizzare la gestione del trattamento di dati personali al fine di proteggerli all’interno di un’organizzazione, ossia facendo in modo che tali dati siano protetti nel rispetto delle norme vigenti. Ma perché questa particolare esigenza di una figura specifica che tuteli tali dati? L’intelligenza artificiale ricopre un ruolo determinante in tutto questo.

Intelligenza artificiale, una figura per difendersi

Argomento dibattuto anche in Commissione Europea, l’intelligenza artificiale ha un potenziale enorme, ma un tale potere necessita di essere contenuto. Su tale aspetto è intervenuto anche Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, e rappresenta sostanzialmente il fulcro dei corsi atti a formare tali figure professionali: “La proposta del nuovo Regolamento Europeo sull’intelligenza artificiale presentata recentemente dalla Commissione UE tenta di fare ordine su un tema complesso e delicato, e il tema è preminente nel programma della presidente Ursula Von der Leyene. E anche se ci sono ancora molti nodi da sciogliere, i data protection officer e i privacy officer non possono farsi cogliere impreparati, ma devono urgentemente approfondire tutte le questioni relative ai trattamenti di dati personali che riguarandati l’intelligenza artificiale, affinchè possano dare il necessario supporto alle imprese che devono affrontare le sfide della data economy.”

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