Polemiche sulle auto a guida autonoma dopo i primi incidenti, ma Google rassicura tutti

Dopo i primi incidenti, la domanda sorge spontanea: le auto a guida autonoma sono davvero sicure? E cosa dice Google in proposito?

di Daniele Sforza, pubblicato il
Dopo i primi incidenti, la domanda sorge spontanea: le auto a guida autonoma sono davvero sicure? E cosa dice Google in proposito?

Spesso parliamo delle nuove tecnologie come dovessero cambiarci la vita in meglio, perché è questo il loro effettivo scopo. Prendiamo ad esempio le auto a guida autonoma: utilissime per i lunghi viaggi, ma anche per evitare fatali distrazioni a un conducente stanco o stressato. Tuttavia, che succede se le auto a guida autonoma fanno un incidente? Di chi è la colpa? Della persona presente nel veicolo, del software, della casa produttrice dell’automobile? Il fatto è che sono stati segnalati i primi incidenti che hanno visto protagoniste le auto a guida autonoma: numeri che però non sembrano nulla se paragonati a quelli con protagoniste le macchine tradizionali. La verità è che gli incidenti che hanno coinvolto le auto a guida autonoma sono stati sempre di natura lieve e Google rassicura tutti affermando che le proprie Car autonome, su 2,7 milioni di chilometri percorsi in 6 anni di test, hanno avuto solamente 11 incidenti.  

Le Google Car sono sicure?

Era prevedibile, comunque, quasi ovvio, che una volta capito che le aziende – e Google in primis – facevano sul serio con la produzione di veicoli a guida autonoma, sono partite le domande e le questioni scottanti. Se poi si pensa che gli incidenti di cui sopra sono stati responsabilità di altri automobilisti e non delle auto a guida autonoma, è facile la difesa di Google, che attraverso il portavoce Chris Urmson, che è il direttore del progetto, ha fatto sapere che le Google Car sono state collaudate e sono molto sicure.   Urmson ha affermato che “gli incidenti possono accadere sia su una vettura convenzionale sia su una che si guida da sola” e ha voluto inoltre precisare che “in nessun caso l’auto senza conducente è stata causata dall’incidente”. Dunque, gli incidenti che hanno scatenato le prime polemiche su Google Car sono stati di lieve intensità, traducibili tutti per lo più in semplici tamponamenti, il tipo di incidente più comune negli Stati Uniti d’America (e crediamo ovunque), o per errori di altri automobilisti, come quelli che non hanno rispettato lo stop. Tuttavia le Google Car sono in grado di monitorare l’area circostante e il loro livello di sicurezza è garantito come elevato proprio perché l’atteggiamento delle auto a guida autonoma risulta essere difensivo. Sostanzialmente, quando scatta il verde al semaforo, Google Car se la prende con calma, partendo non immediatamente come una buona parte degli automobilisti – soprattutto in Italia – vorrebbe. Si chiama guida sicura, sebbene sia scontato il fatto che la sicurezza non dipende solo dal veicolo a guida autonoma, così come senza questa non dipende solo da noi che siamo alla guida.   Visto che la prospettiva delle Google Car è quella di essere commercializzata per  il 2020, i responsabili del progetto fanno a sapere che i test sulle strade continueranno anche “per capire meglio tutti gli  incidenti più comuni” che possono capitare, migliorando e ottimizzando ulteriormente la sicurezza dell’auto e cercando di fare il possibile per superare gli attuali limiti. Non possiamo che augurare loro buona fortuna con tutto il cuore.

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Argomenti: Veicoli a guida autonoma

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