Plutone, ancora nuove immagini: ecco nebbie e ghiacciai

Ghiacciai e nebbie protagonisti nelle nuove immagini di Plutone inviate dalla sonda New Horizons.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Ghiacciai e nebbie protagonisti nelle nuove immagini di Plutone inviate dalla sonda New Horizons.

Era l’ultimo pianeta del sistema solare, poi è stato declassato, ma certamente non per questo stupisce di meno: le immagini di Plutone che la sonda New Horizons sta inviando alla Terra non sono soltanto di una bellezza disarmante, ma mettono in evidenza anche molti aspetti del pianeta nano distruggendo certezze finora acquisite e rivelando ulteriori dettagli e informazioni. Gli stessi scienziati della NASA, di fronte alle nuove immagini, si ritrovano costretti a rifare i calcoli su quanto già studiato e a scoprire ad esempio che i ghiacciai di Plutone sono in continuo movimento e che le nebbie che dominano una regione del pianeta e che sono alte circa 130 chilometri gettano nuova luce sulla quantità di metano effettivamente presente su Plutone.  

Le nebbie

La prima foto a colori di Plutone è di una qualità sorprendente e ha permesso di scoprire nuove informazioni sul pianeta che porta il nome del dio greco-romano degli inferi. I primi calcoli, infatti, determinavano una specifica temperatura del pianeta e la conseguenza che si sarebbero dovute creare foschie non più alte di 30 chilometri. Ciò che tuttavia si è rivelato dalla nuova immagine di Plutone ha costretto gli scienziati a rivedere i calcoli: infatti le nebbie che si trovano sul pianeta raggiungerebbero l’altezza di circa 130 chilometri.   plutone-nuove-foto-2   A un primo strato di foschia alto 80 chilometri e che risulta essere più vicino alla superficie, segue un secondo che lo sovrasta e che raggiunge l’altezza di 50 chilometri. Questo tipo di nebbie è provocato dai raggi ultravioletti del sole che filtrano tra le molecole di gas metano che caratterizzano l’atmosfera del pianeta nano: la rottura di queste molecole, quindi, creerebbe questi due strati di nebbia che risultano peraltro molto densi e costanti.   plutone-nuove-foto-3  

I ghiacciai

Altre sorprese arrivano dalla pianura ghiacciata dello Sputnik, sui margini occidentali della quale si notano ghiacciai in costante movimento, formati da metano, azoto e monossido di carbonio. Il ghiaccio presente su Plutone, inoltre, vanta una quantità maggiore di quella che si aspettava. Ciò consente di farsi un’idea sulla superficie del pianeta nano che risulterebbe così meno omogenea rispetto alle prime stime. A tutto ciò si aggiunge una degradazione dei colori che va dall’equatore fino ai poli e ciò suggerisce un movimento dei ghiacciai che si spostano dalla zona equatoriale del pianeta fino ai poli.   plutone-nuove-foto-4   Sorprese e scoperte di tale tipo saranno all’ordine del giorno: ok, Kepler 452b ha forse un po’ oscurato la meraviglia di Plutone, ma il pianeta nano si sta riprendendo quotidianamente le sue piccole grandi rivincite.       Fonte e foto | NASA

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Argomenti: Scienza e Natura

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