Pillola digitale, approvato in Usa il primo farmaco che comunica con lo smartphone

Arriva la pillola digitale, dagli Usa una nuova incredibile invenzione che aiuterà i dottori a monitorare i propri pazienti nella posologia dei farmaci.

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Arriva la pillola digitale, dagli Usa una nuova incredibile invenzione che aiuterà i dottori a monitorare i propri pazienti nella posologia dei farmaci.

Scienza e tecnologia sono sempre pronte a stupirci quando viaggiano spedite a braccetto. Stavolta però a leggere i titoli dei giornali a stelle e strisce si rimane davvero a bocca aperta. Arriva la prima pillola digitale, la FDA (Food and Drug Amministration) ha approvato l’utilizzo del farmaco sviluppato dall’azienda farmaceutica giapponese Otsuka Pharmaceutical in collaborazione con Proteus Digital Health, società californiana che si è occupata di progettare il sensore. Una scelta epocale per alcuni, solo manierismo senza alcuna reale utilità secondo altri.

Pillola digitale, a cosa serve e come funziona

Si chiama Abilify MyCite la pillola digitale sbarcata in Usa. La pillola è dotata di un piccolo sensore che comunica con una patch indossata dal paziente, un cerotto toracico dotato a sua volta di sensore. Tale patch trasmette i dati sui farmaci a un’applicazione smartphone che il paziente può caricare volontariamente in un database per il proprio medico o altre persone da lui autorizzate. Abilify è un farmaco che tratta la schizofrenia, il disturbo bipolare ed è un trattamento aggiuntivo per la depressione. Il sensore presente nel farmaco è grande quanto un granello di sabbia. E’ in silicio, rame e magnesio. Un segnale elettrico viene attivato quando il sensore entra in contatto con i succhi gastrici.

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Pochi minuti dopo l’ingerimento della pillola digitale, arriva un segnale alla patch indossata. Tramite Bluetooth quindi tale patch invia tutte le informazioni sulla posologia, come ora e dosaggio, alla app dello smartphone ad essa collegata. La patch registra anche livelli di attività e di sonno del paziente, oltre che la sua frequenza cardiaca, ma deve essere sostituita ogni sette giorni.

Ad essa hanno accesso il medico del paziente e altre 4 persone a sua scelta.

Pillola digitale, pareri discordanti

In sostanza, la pillola offre un sistema di monitoraggio costante, perfetta per coloro che tendono a barare sull’assunzione dei farmaci da prendere. Vede la luce dopo anni di ricerca e gli sviluppatori si dicono estremamente soddisfatti dei risultati raggiunti. Ma a quanto pare, non tutti la pensano in questo modo. I dubbi principali sono legati al fatto che il sistema sia utilizzato per un farmaco atto a trattare la schizofrenia, quindi con pazienti difficili da seguire e che potrebbero non rispettare le istruzioni per farlo funzionare. Anche se è abbastanza intuitiva, la gestione dell’applicazione può risultare macchinosa e ci si deve comunque assicurare che i pazienti la utilizzino regolarmente, oltre al fatto che, come abbiamo visto, la patch necessita di essere cambiata ogni settimana.

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