Periscope e il video streaming su Twitter: come funziona

Si chiama Periscope e sta già facendo impazzire moltissimi utenti su Twitter: l'app di streaming video più popolare del momento risulta intrigante, ma si registrano anche i primi problemi.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Si chiama Periscope e sta già facendo impazzire moltissimi utenti su Twitter: l'app di streaming video più popolare del momento risulta intrigante, ma si registrano anche i primi problemi.

E se il futuro del giornalismo, o uno dei tanti futuri possibili, sia proprio da leggere in un’app di video streaming che negli ultimi giorni è diventata estremamente popolare e utilizzata da tante persone, tra giornalisti, rapper, personaggi famosi in generale e persone comuni? Si chiama Periscope e dietro di lei c’è Twitter: con quest’applicazione sarà possibile condividere (quasi) in diretta un report video di quello che si sta facendo. Se qualcuno vuole riprendersi mentre canta lavando i piatti, qualcun altro riprende lo backstage di uno show televisivo, invitando i propri followers a seguirlo. Nonostante i primi grossi problemi, Periscope è già cult: durerà?  

Cos’è Periscope e come funziona

Per ora è disponibile solo su iOS, e quindi per iPhone, mentre su Android si farà attendere ancora un po’: poco importa, perché grazie ai possessori di iPhone già possiamo vedere le infinite potenzialità (e i primi problematici difetti) di quest’applicazione dedicata allo streaming video.   Periscope consente di registrare un evento attraverso la fotocamera posteriore o anteriore del nostro smartphone e di condividerlo in streaming su Twitter una volta finito di riprenderlo, restando disponibile per un determinato lasso di tempo. Tutto ciò risulta parecchio intrigante soprattutto a scopi giornalistici e cronachistici: il video può essere condiviso pubblicamente, alla schiera dei propri followers oppure privatamente a un gruppo selezionato, e gli utenti possono commentare o “likare” il video in questione.   Qualche problema si verifica però quando gli utenti connessi sono troppi: com’è successo per il video backstage di J-Ax per The Voice, dove l’alto numero di utenti connessi contemporaneamente non ha permesso una visualizzazione ottimale del video, né tantomeno commentare tranquillamente e men che mai ricevere risposte. Più connessioni si hanno a un video, sostanzialmente, più il video stesso sgrana, riportandoci alla preistoria delle trasmissioni televisive – come se vedessimo un video 4K su uno schermo che non lo supporta.   Periscope merita sicuramente, ma i problemi individuati con il traffico utenti che genera un forte rallentamento dell’app non sono certo di poco conto. E se vi ricordiamo che dall’altra parte della barricata c’è un’altra app di live streaming video che Twitter teme parecchio e che di nome fa Meerkaat – ma che risulta essere molto più provvisoria di Periscope – si prevede che la guerra delle videocronache – giornalistiche o più intime e private – è appena iniziata.

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Argomenti: Social Network, Nuove tecnologie

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