Perché Google potrebbe uccidere YouTube

Google sta per uccidere YouTube, o almeno YouTube per come lo conosciamo? Ecco cosa potrebbe cambiare con il servizio premium Music Pass.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Google sta per uccidere YouTube, o almeno YouTube per come lo conosciamo? Ecco cosa potrebbe cambiare con il servizio premium Music Pass.

Si stava meglio quando si stava peggio, ovvero, quando YouTube era svincolato da Google: anche perché un domani le cose sul Tubo più visto del web potrebbero cambiare drasticamente. A rimetterci la musica, le compagnie indipendenti, gli utenti, noi. Tutto parte dal servizio premium Music Pass, che Google vuole lanciare su YouTube per ottimizzare i profitti e, forse, anche risollevare il mercato musicale dalla dilagante pirateria. Fosse necessario solo questo staremo a cavallo, ma la verità è che Google vuole semplicemente aumentare gli introiti e per questo ha già preso accordi con il 90% delle case discografiche, tra cui Sony, Universal, Warner e altre indipendenti. Tuttavia, è quel 10% che preoccupa e che fa riflettere. Scopriamo perché.   TI POTREBBE INTERESSARE YouTube: 9 anni di video, tormentoni e fenomeni Yahoo vs YouTube: la guerra dei canali video comincia? Come scaricare video da YouTube con software, servizi online ed estensioni browser  

YouTube e la musica a pagamento: è la fine?

E’ bastata la dichiarazione di Robert Kyncl, un dirigente di Google al Financial Times per mandarci nel panico: infatti, secondo quanto affermato, Google sarebbe in procinto di bloccare tutti i video musicali appartenenti alle case discografiche che hanno rifiutato di firmare gli accordi relativi al servizio YouTube Music Pass. C’è anche da dire, come riportato da quelle stesse compagnie incriminate, che mentre gli accordi con le case discografiche più grandi sono vantaggiosi per entrambi, quelli con le piccole case discografiche lo sono solo per Google (altrimenti perché rifiutare un accordo che teoricamente potrebbe portare molto più vantaggio a quelle stesse compagnie indipendenti?). Una decisione del genere potrebbe distruggere YouTube e la filosofia con cui è nato e contribuire all’emigrazione degli utenti attivi (coloro che pubblicano) e passivi (quelli che guardano) verso altri servizi, come Vimeo o come quello che Yahoo! starebbe preparando con l’intenzione di rubare al colosso proprio i youtubers più popolari. Se davvero questo dovesse verificarsi, per YouTube (per come lo conosciamo) sarebbe davvero la fine.

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