Sul perché Facebook ha acquistato Oculus VR e sul futuro che ci aspetta

Perché Facebook ha acquistato Oculus VR e quale futuro ci aspetta? La realtà virtuale cambierà davvero il nostro modo di vivere? Facciamo qualche piccola riflessione.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Perché Facebook ha acquistato Oculus VR e quale futuro ci aspetta? La realtà virtuale cambierà davvero il nostro modo di vivere? Facciamo qualche piccola riflessione.

Non c’è nulla di losco e inquietante dietro l’acquisto di Oculus VR da parte di Facebook. Nulla di complottistico o compromettente. Facebook sta semplicemente occupando gli spazi finora rimasti vuoti. Ricordate i rumors sugli smartphone Facebook? Bene, ancora non li abbiamo visti e forse mai ci saranno, ma con l’acquisto di Instagram e WhatsApp, il social network di Mark Zuckerberg è entrato prepotentemente nel campo del mobile e dei servizi di messaggistica. Non contento, Facebook ha deciso di proseguire su una nuova strada, che in molti indicano essere quella del futuro: la realtà virtuale. E se c’è chi, come Michael Patcher, afferma che la realtà virtuale applicata ai videogiochi sarà un flop simile al 3D e che di conseguenza il Project Morpheus di Sony si rivelerà un bluff, c’è anche chi difende la realtà virtuale dalle cassandre e dai menagrami, svelandone tutte le potenzialità e immaginando il futuro che presto andremo a vivere.   LEGGI ANCHE Facebook sempre più invasivo: DeepFace vi riconoscerà ovunque Facebook e WhatsApp: la privacy è davvero a rischio?  

Facebook ha acquistato Oculus VR: cosa ci aspetta?

Facebook non vuole essere una parte di internet, Facebook vuole essere internet. Questa è l’affermazione di Joshua Topolsky su TheVerge, rilasciata in un articolo di approfondimento molto interessante sull’acquisto di Oculus VR da parte di Facebook. E noi non possiamo fare altro che dargli ragione. Sì, Facebook vuole essere internet, non esserne una costola, e neppure una semplice griglia. Non si accontenta di essere la vostra homepage predefinita e neppure di mettere in contatto amici di vecchia data. Facebook vuole di più.  Instagram, WhatsApp, DeppFace, Oculus VR… tutto sembra quadrare attorno a un unico punto: la connessione globale. E’ questo l’obiettivo dichiarato di Zuckerberg: connettere il mondo nel modo più pratico e rapido possibile. “Vogliamo estendere i vantaggi nell’utilizzo degli Oculus in nuovi campi come l’educazione, la comunicazione e lo svago generale. […] Immaginate di usare gli Oculus Rift per vedere le partite di calcio, studiare in classe o consultare un medico faccia a faccia. Questi sono solo alcuni degli utilizzi possibili”. Non male per un futuro che i più pessimisti (o realisti?) traducono in reclusioni domestiche lunghe giorni davanti a un display. Forse è questo il futuro che ci aspetta e che Facebook vuole disegnare? Tutto a portata di mano, di occhio, di click. Non sarà più necessario uscire di casa per fare la spesa o fare una visita medica e l’esperienza che si vive in uno stadio di calcio si potrà ricreare semplicemente indossando il visore adatto. “Il gaming è solo il primo passo” affermano da Facebook che guarda in avanti, molto in avanti: nel prossimo futuro verranno realizzate più piattaforme, più strumenti, più servizi e il social network, anche per convincere gli investitori, vuole mettere le mani su tutto. Da gruppo condiviso per studenti universitari, Facebook è diventato una realtà aziendale a tutto tondo. E forse è proprio questo che non piace a tutti quegli utenti e sviluppatori che non hanno risparmiato critiche e lamentele ai recenti acquisti di Facebook, un po’ per l’annosa questione della privacy, un po’ perché semplicemente non piace, come ha confessato il creatore di Minecraft.  

Facebook ha acquistato Oculus VR: chi è contrario e perché?

Così come per WhatsApp, anche l’acquisto di Oculus VR da parte di Facebook ha lasciato una scia di polemiche e discussioni a non finire, tanto da costringere il team di Oculus VR ha rassicurare i loro fan che è tutto a posto, che non ci saranno ripercussioni e che si continuerà a lavorare in piena indipendenza e, anzi, meglio. Insomma, copione già visto, quello scritto da Jan Koum (WhatsApp) durante il day after dell’acquisto. Lì c’erano problemi di privacy: gli utenti avevano paura che Facebook spiasse i loro dati e le loro informazioni, tanto da farli emigrare su altri servizi. In molti sono ancora restii nel dare il proprio numero di telefono a Facebook come spesso richiede il social network con una fastidiosa banda orizzontale in alto, e sono sempre più numerosi quegli utenti che con Facebook non vogliono averci a che fare. Anche se ci sono dentro. Sì, perché oggi chi è connesso a una piattaforma è connesso di conseguenza a tutte le altre: perché per essere su internet devi starci, per collegarti con i contatti devi essere iscritto a più piattaforme e servizi contemporaneamente. Resta dunque da capire il perché di così tanto astio nei confronti di Facebook: si tratta forse di preservare il valore della diversificazione? Non siamo troppo ingenui: oggi, appena accendiamo il PC, le nostre informazioni viaggiano in libertà e siamo tutti rintracciabili. L’era della privacy è ormai finita a meno che non si scelga la strada dell’isolamento totale.   TI POTREBBE INTERESSARE Non ricevete più gli status dei vostri amici su Facebook? Ecco perché Facebook salva la cronologia delle ricerche: guida alla cancellazione   La maggior parte della rabbia a seguito dell’acquisto di Oculus da parte di Facebook proviene comunque dagli investitori della prima del progetto iniziale lanciato su Kickstarter. Oculus è stata bersaglio di critiche da parte di questi per aver mancato di avvisarli (e magari chiedere anche loro il consenso). Anche in questo caso si tratta di ingenuità: pensare che un progetto ambizioso, una volta riscossa una discreta popolarità, resti sempre uguale a sé stesso è pura utopia. Per il resto non ci resta che attendere di capire cosa Facebook farà di Oculus VR. Attendiamo fiduciosi.

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Argomenti: Social Network, Realtà virtuale e realtà aumentata, Console

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