Perché Apple ha acquistato la startup Mapsense e cosa ha in mente di fare?

Cosa c'è dietro l'acquisizione della startup Mapsense da parte di Apple e cos'ha intenzione di proporci di nuovo stavolta la società di Cupertino?

di Daniele Sforza, pubblicato il
Cosa c'è dietro l'acquisizione della startup Mapsense da parte di Apple e cos'ha intenzione di proporci di nuovo stavolta la società di Cupertino?

Di tanto in tanto i grandi colossi fanno la fortuna di piccole startup tecnologiche, l’ultima delle quali si chiama Mapsense. Il grande colosso in questione, invece, è Apple, che come ben saprete da anni sta lavorando per cercare di offrire ai suoi utenti un servizio di mappatura il più preciso, completo, affidabile, funzionale e dettagliato possibile. Mapsense è una startup con sede a San Francisco in cui lavorano solo 12 dipendenti: la società è specializzata prevalentemente nello sviluppo di tecnologie finalizzate all’ordinamento di enormi ammassi di dati geotaggati, per consentire una maggiore e più efficace visualizzazione di questo insieme di dati sulle mappe e sui modelli grafici delle stesse, attraverso un motore basato su un cloud che agevola la gestione e l’indicizzazione dei dati stessi. Queste nuove tecnologie offrono inoltre le più disparate funzionalità legate alla ricerca, al filtraggio e all’analisi dei dati e delle informazioni.  

Apple al lavoro sulle Mappe

Apple ha acquistato Mapsense per una cifra che in base a quanto ha riportato il portavoce si aggira tra i 25 e i 30 milioni di dollari. In questa cifra è inclusa, oltre all’acquisizione della startup, anche l’assunzione diretta dei 12 dipendenti della startup, che si trasferiranno alla sede di Cupertino. Mapsense non è certo la prima startup tecnologica su cui Apple ha messo occhi e mani e soprattutto non è la prima startup che Apple ha acquistato specializzata nella mappatura. Prima di Mapsense, infatti, Apple ha acquistato anche altre aziende, tra cui spiccano Coherent, specializzata nell’ottimizzazione dei servizi Gps; Locationary per la localizzazione; HotStop per la mappatura; a queste poi si aggiungono anche WiFislam, specializzata nella localizzazione di ambienti interni; Embark, incentrata nello sviluppo di percorsi legati al trasporto pubblico e privato; Broadmap, che offre soluzioni personalizzate di Geographic Information System, tra le altre cose, ed è molto forte anche sul campo web e mobile grazie alle sue applicazioni, e infine Catch Note, che si occupa di creare una specie di blocco note virtuale, molto utile presumibilmente per la raccolta e la gestione relativa ai dati e alla localizzazione.  

Cos’ha in mente Apple?

Con queste acquisizioni, Apple ha sicuramente l’intenzione di sviluppare un servizio di mappatura sempre più completo per i suoi utenti e battere così la concorrenza agguerrita dei suoi competitors, come ad esempio Google Maps, tanto per citare il leader del settore. Nel frattempo il portavoce di Apple ha commentato così la recente acquisizione: “Apple acquista da sempre piccole aziende tecnologiche, ma generalmente non discutiamo dei nostri obiettivi e piani“. Come a dire: abbiamo acquistato Mapsense, sì, ma se ci chiedete perché lo abbiamo fatto, vi rispondiamo che sono affari nostri. Attendiamo futuri sviluppi e aggiornamenti in merito.

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Argomenti: novità Apple, Nuove tecnologie

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