Per Google le domande complesse non sono più un problema

Google è capace di risponde a domande sempre più complesse e umane poste dagli utenti: ecco come funziona il suo nuovo modo di ragionare.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Google è capace di risponde a domande sempre più complesse e umane poste dagli utenti: ecco come funziona il suo nuovo modo di ragionare.

Un giorno saremo in grado di dialogare con le macchine tranquillamente, come se stessimo parlando con un nostro amico o familiare. Potremmo farle domande, anche piuttosto sofisticate e complesse, e ricevere risposte adeguate e corrette. Google è all’avanguardia in quello che potremmo definire il settore del machine learning e proprio Big G ha aggiornato la sua app mobile di Google, che a oggi, ma solo in lingua inglese, è capace di rispondere a domande più complesse poste dagli utenti.  

Come ragiona il nuovo Google?

L’esempio fornito è il seguente: Chi è stato il Presidente degli Stati Uniti quando gli Angels hanno vinto le World Series? Grazie ai suoi sofisticati algoritmi e a un incrocio di dati provenienti dal suo archivio informativo, Google riesce a dare la risposta corretta: George W. Bush. Il meccanismo che sta alla base del ragionamento di Google Now consiste proprio nell’incrocio di dati e informazioni: Google seleziona così il Paese preso in esame, gli Stati Uniti, le squadre di baseball e i titoli delle World Series vinte ogni anno. In questo modo pesca gli Angels e scopre che hanno vinto le World Series nell’anno 2002. Quindi tira fuori la lista dei Presidenti americani che si sono succeduti nel corso degli anni e scopre che nel 2002 il presidente era George W. Bush. Che poi è la risposta alla domanda fatta.   come-ragiona-google   Pertanto il motore di ricerca sarà in grado d’ora in poi di rispondere a domande più umane (ma solo in lingua inglese): questo è un importantissimo tassello per l’evoluzione di Google che prevede una liberazione dalla fornitura di risposte in base a determinate parole chiavi. A oggi, semplicemente, facendo una domanda su Google, il motore di ricerca ci fornisce diversi link che potrebbero contenere la risposta alla nostra domanda, anche se complessa. Ovviamente, però, più la domanda è precisa, più vi sarà la possibilità di incappare nella risposta corretta. Un domani, invece, Google ci fornirà direttamente la risposta a domande sempre più sofisticate, senza lasciarci il tempo di andare a cercare quello che cerchiamo nelle decine di link suggeriti.   Tutto questo rientra in un contesto ben più ampio, nel quale Google sta lavorando da tempo: è notizia recente, ad esempio, la disponibilità open source della piattaforma TensorFlow, basato prevalentemente sull’intelligenza artificiale e sull’apprendimento automatico, finalizzato a sostenere e a fare da supporto a campi come la ricerca e il business. Attraverso un ragionamento più articolato e un lavoro più complesso da parte dei suoi algoritmi, Google getta le basi proprio perla ricerca dell’utente, che finora ha ricoperto un ruolo piuttosto attivo nel cercare le risposte giuste alle sue domande. Con risposte sempre più precise e mirate alle questioni dell’utente e libere dalle parole chiave, si può ammettere che si sta intraprendendo un nuovo percorso nel campo della ricerca sul web e dei search engine.   Molto presto, insomma, la ricerca sui motori del web potrà essere effettuata non più sulle parole chiave, ma sugli incroci di dati e di informazioni derivanti da un archivio storico imponente. Associazioni di termini, significati più complessi e ragionati e comportamenti più umani. Quello che per alcuni potrebbe rappresentare fonte di timore (l’intelligenza artificiale non è vista di buon occhio da tutti), potrebbe diventare ben presto una miniera d’oro e il nuovo approccio standard per utenti e addetti al mestiere.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nuove tecnologie

I commenti sono chiusi.