Olo: com’è fatta la stampante 3D italiana per smartphone

Si chiama Olo ed è una stampante 3D tutta italiana, compatta come una scatola e che funziona tramite smartphone Android, Windows Phone e iOS. Sarà commercializzata a primavera 2016 e costerà solo 99 dollari.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Si chiama Olo ed è una stampante 3D tutta italiana, compatta come una scatola e che funziona tramite smartphone Android, Windows Phone e iOS. Sarà commercializzata a primavera 2016 e costerà solo 99 dollari.

Raccogliere la sfida delle stampanti 3D, ridimensionarle, portarle sul mercato a un basso costo, renderle supportabili per qualsiasi sistema operativo mobile: tutto questo oggi ha un nome, è quello di Olo 3D, una stampante 3D realizzata dal laboratorio Solido3D, nato da un’idea di due innovatori romani che corrispondono al nome di Pietro Gabriele e Filippo Moroni e che ha come scopo quello di portare le stampanti 3D a disposizione di tutti. Una sfida raccolta e vinta, già al Maker Faire di New York, dove Olo ha perfino vinto un premio. Perché? Perché l’idea è geniale e la realizzazione, nonostante le malelingue e le perplessità iniziali, è possibile. Andiamo a scoprire più da vicino questa innovativa e compatta stampante 3D dal marchio tricolore.  

Olo 3D: caratteristiche e funzionalità

Olo si distingue senza dubbio per la sua compattezza, visto che misura solo 7,6 centimetri di altezza, 12,7 cm di larghezza e 5 cm di spessore; anche il prezzo non scherza, poiché il pezzo forte di Olo consiste nel fatto che si potrà portare a casa con soli 99 dollari. Una stampante 3D grande quanto una scatola che per funzionare non avrà bisogno di un supporto al PC, bensì a uno smartphone, Windows Phone, iOS o Android, non importa quale OS mobile sia, perché funzionerà con tutti.   Ma cosa si potrà fare con Olo? E’ tutto molto semplice: si dovrà scaricare un’apposita applicazione su smartphone, dopodiché potremo sfruttarla per creare disegni tridimensionali. Una volta ultimato il progetto, non dovremo fare altro che inviare il file a Olo, che si impegnerà a sviluppare il progetto attraverso la resina liquida. Il progetto ha dell’incredibile perché Olo stupisce proprio per la sua compattezza che la rende trasportabile quasi ovunque nonostante garantisca prestazioni da stampanti 3D che finora abbiamo visto essere realizzate solo in proporzioni massicce.    

Le sfide di Olo

  L’idea di Moroni e Gabriele sta non solo nel cercare di dare una spinta al fai-da-te e al settore delle stampanti 3D con un’innovazione di ampio interesse, ma anche di consentire a tutti quanti “di innamorarsi della stampa 3D, eliminando l’ostacolo principale che ha tenuto fuori da questo contesto molte persone: la difficoltà di elaborazione e realizzazione”. Ed  così che il progetto sposa anche l’idea di creare una vera e propria comunità di appassionati, che potranno condividere le proprie idee e progetti.   Olo sarà protagonista a fine di ottobre di una campagna sul noto sito di crowdfunding Kickstarter con l’obiettivo prefissato di raggiungere 80 mila dollari di finanziamento. Dopo l’enorme successo ottenuto negli Stati Uniti e con l’aiuto di alcuni investitori appartenenti all’industria dei giocattoli, il traguardo è molto più che realizzabile, tanto da permettere di divulgare le prime stime, ovvero che la Olo 3D sarà disponibile sul mercato già a partire dal primo semestre 2016, presumibilmente entro la prossima primavera. Nel prezzo di 99 dollari sarà inoltre compresa una dose iniziale di resina liquida, che poi, una volta terminata, dovrà essere acquistata proprio come oggi acquistiamo cartucce di inchiostro per le nostre stampanti tradizionali.   Non ci resta che augurare con orgoglio tutto italiano un grosso in bocca al lupo a questo progetto.

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Argomenti: Stampanti 3D

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