Perché su Facebook non vedremo mai Non mi piace

Sembra ormai essere tramontato l'arrivo del tasto Non mi piace su Facebook: a spiegarne i motivi è l'ex direttore tecnico del social network Bret Taylor.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Sembra ormai essere tramontato l'arrivo del tasto Non mi piace su Facebook: a spiegarne i motivi è l'ex direttore tecnico del social network Bret Taylor.

La scorsa estate parlammo dell’imminente arrivo del tasto Dislike su Facebook: insomma, accanto al Mi piace, sarebbe arrivato anche il Non mi piace. A giudicare dal numero di like ricevuti da quell’articolo, l’idea dell’affiancare il Non mi piace tra le icone di Facebook era molto gradita, seppur le conseguenze ipotizzate da sociologi e psicologi vertessero sulla negatività di questa novità, sull’eventuale dilagare del cyberbullismo e sugli effetti negativi del ricevere un dislike su un proprio post. Bene, passato oltre un anno, potete dormire sonni tranquilli, perché su Facebook non vedrete mai il tasto Non mi piace.   LEGGI ANCHE Non mi piace su Facebook: come funziona e quali saranno le conseguenze?  

Perché Facebook non avrà mai il Non mi piace

L’approvazione è universale, la negatività può assumere invece diverse forme: è con questa frase che l’ex direttore tecnico di Facebook Bret Taylor (che è anche il co-creatore di Google Maps e l’inventore del tasto Mi piace) ha liquidato il Dislike sul social network. Nonostante rientrasse in alcuni progetti di Facebook, il tasto Non mi piace non potrà mai essere premuto, perché semplicemente non verrà mai inserito.   Sono troppe le ripercussioni negative che un Dislike potrebbe avere: Taylor ha ben spiegato come si possa disapprovare un post che parli di cose negative, come la violenza sulle donne o il maltrattamento degli animali, ma anche un post razzista e offensivo. Tuttavia il Dislike potrebbe alimentare fenomeni pericolosi come il cyberbullismo e rappresentare un elemento di disapprovazione non tanto per il contenuto del post pubblicato, quanto per la persona che lo ha pubblicato.   Dato che su internet l’obiettività è un optional, il Dislike potrebbe diventare ben presto un modo per prevaricare un interlocutore virtuale e spingere al ribasso ciò che pubblica. Ciò rischierebbe di far precipitare l’appeal di Facebook e di mandare via molti utenti – questo Taylor non lo dice apertamente, ma è un elemento da non sottovalutare assolutamente.   Dopotutto, come ha affermato Taylor, “se si vuole esprimere disapprovazione, lo si può fare con un commento“. E nulla più. Ora e per sempre.

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Argomenti: Social Network