Monkey sfida Facebook: la app/social per teenagers che fa discutere, cos’è e come funziona

Si parla molto di Monkey, la nuova app/social di videochiamate pensata soltanto per i teenagers. Cos'è, come funziona e perché suscita grandi polemiche.

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Si parla molto di Monkey, la nuova app/social di videochiamate pensata soltanto per i teenagers. Cos'è, come funziona e perché suscita grandi polemiche.

Cos’è e come funziona la nuova app/social Monkey? La domanda è allo stesso tempo semplice e complessa. Innanzitutto, la sua storia. Due giovanissimi ‘imprenditori di se stessi’, l’australiano Ben Pasternak e l’americano Isaiah Turner, hanno sviluppato e lanciato (al momento è già scaricabile dall’App Store) un’applicazione alternativa ai soliti sistemi di videochiamata e che ha attirato l’attenzione di un personaggio come Tim Cook, il quale non solo ha fatto i propri complimenti ai due sviluppatori, ma ha anche mostrato un certo interesse per le funzionalità di Monkey. Diciamo subito che Ben Pasternak è una sorta di piccolo genio: nel suo ‘curriculum’, trova posto già una app di e-commerce per bambini, Flogg, e un piccolo gioco che ha raggiunto più di mezzo milioni di download, parliamo di Impossible Rush.

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Cos’è e come funziona Monkey, la app/social che potrebbe mandare in pensione Facebook

Monkey è una app che si presenta immediatamente sullo stile dei cosiddetti ‘chat roulette’, un luogo virtuale dove conoscere persone a caso e non dove incontrare vecchie amicizie. In un’intervista al New Yorker, i due geniali sviluppatori hanno immediatamente risposto alla polemica suscitata: solitamente, i siti dove conoscere videochattare con persone che non si conoscono diventano covi di ‘pervertiti’, secondo Pasternak e Turner, Monkey ha una mission differente, quella di mettere in connessione coloro che, per un motivo o per un altro, si incontrano su internet.

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L’interfaccia è quanto mai semplice: si dà avvio a una chat dove si può comunicare per un lasso di tempo predefinito, poi, se si vuole approfondire la conoscenza, si balza su SnapChat, altrimenti tutto si chiude come se nulla fosse stato. Si tratta ancora di una versione (per così dire) base, ma i due talenti hanno già spiegato che sono in arrivo dei filtri per permettere di affinare la ricerca delle persone da conoscere, sulla base dell’età, della professione, della lingua, del luogo di nascita e così via.

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Quale futuro per Monkey?

Al momento, la nuova app/social Monkey è seguita già da alcune centinaia di miglia di utenti, ma c’è chi scommette che crescerà nei prossimi mesi in maniera esponenziale. I due sviluppatori, sempre sulle pagine del New Yorker, hanno creato un profilo ufficiale su SnapChat dove rispondono a tutte le questioni inerenti la app, anche per quanto riguarda i possibili malfunzionamenti. Pasternak e Turner insistono sul fatto che si farà di tutto affinché Monkey resti una piattaforma pulita e non da ‘malati’ (questo il rischio delle videochat con estranei), con grande attenzione dedicata agli utenti e alle loro esigenze.

La app, come già detto, è già scaricabile e, una volta effettuata la registrazione (età, sesso e username) si può immediatamente iniziare ad usare: i permessi sono quelli per l’utilizzazione del microfono e della fotocamera, mentre l’interfaccia si presenta semplice, pulita e friendly. Pochi taps e si può decidere con chi parlare, con chi troncare la discussione, con chi proseguire su SnapChat. Semplice, vero?

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