Microsoft razzista come Google anni fa? Niente affatto, colpa dell’algoritmo

Imbarazzante situazione per Microsoft, l'intelligenza artificiale relativa al riconoscimento facciale aveva problemi con le donne di pelle scura, ma ora l'algoritmo non sbaglia più.

di Daniele Magliuolo, pubblicato il
Imbarazzante situazione per Microsoft, l'intelligenza artificiale relativa al riconoscimento facciale aveva problemi con le donne di pelle scura, ma ora l'algoritmo non sbaglia più.

Importante passo avanti per Microsoft nei suoi algoritmi per il riconoscimento facciale. Il sistema infatti presentava pesanti lacune in determinati casi che hanno creato anche un qualche imbarazzo all’azienda, vista la delicatezza del tema ad esso correlato, e soprattutto il precedente scomodo che vedeva protagonista Google. Stiamo parlando del delicato tema delle differenze razziali.

Microsoft risolve il problema del suo riconoscimento facciale

Differenze etniche o razziali, comunque vogliate chiamarle, quando ci sono sistematici errori correlati ad un determinato tipo colorazione della pelle, è facile solleticare la fantasia di alcune persone particolarmente interessante all’argomento. In pratica, il sistema di riconoscimento di Microsoft, disponibile come Face API attraverso Azure Cognitive Services, presentava una maggiore percentuale di errore quando si trattava di individuare persone di pelle più scura, e la percentuale aumentava ancora quando i soggetti erano delle donne.

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Non solo razzista, ma anche misogino, potrebbe tuonare qualche malizioso. In realtà la tecnologia non è nuova a questi strafalcioni, ed è proprio per un precedente del genere che la comunità del web si è messa in allarme. Anni fa infatti ad avere problemi fu l’algoritmo di Google il quale finì per associare le persone di colore con la keyword Gorilla. Un imbarazzante caso che per fortuna poi fu risolto prime che degenerasse.

Anche questa volta la polemica sembra rientrata definitivamente, senza peraltro mai riscuotere l’impatto mediatico che ebbe lo strafalcione di Google. A febbraio, un rapporto del Media Lab del MIT, aveva evidenziato che i sistemi di riconoscimento facciale di Microsoft, IBM e Megvii risultavano poco precisi nell’identificare le donne con pelle più scura con un errore che poteva arrivare sino al 35%, ora invece l’intelligenza artificiale di Microsoft ha migliorato i suoi risultati di ben 20 punti quando si tratta di individuare persone di pelle scura.

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Argomenti: Notizie, novità Microsoft, Intelligenza artificiale