Microsoft, Her e il futuro dell’assistenza vocale (e dell’Intelligenza Artificiale)

Come interagiremo un domani con Siri, Google Now e Cortana? E soprattutto come interagiranno loro con noi? Partendo dal progetto Situated Interaction di Microsoft, facciamo una digressione sul film Her e immaginiamo il futuro dell'assistenza vocale.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Come interagiremo un domani con Siri, Google Now e Cortana? E soprattutto come interagiranno loro con noi? Partendo dal progetto Situated Interaction di Microsoft, facciamo una digressione sul film Her e immaginiamo il futuro dell'assistenza vocale.

Chi ha visto “Her“, l’ultimo film di Spike Jonze con Joaquim Phoenix, non può non aver pensato al futuro di Siri, Google Now e Cortana, oppure a quello di Android, iOS e Windows Phone. Un giorno ci comporteremo come i protagonisti del film? Dimenticheremo le relazioni sociali tra umani e ci isoleremo in una conversazione face-to-ear con un sistema operativo dotato di un’intelligenza artificiale di livello quasi umano? Quello che molti potrebbero chiamare “progresso”, in realtà è un futuro distopico che ci rende consapevoli di come potremmo diventare. Da una nuova riscoperta del mondo a una sottile dipendenza facilmente tramutabile in uno sconfinato senso di solitudine. Quando abbiamo saputo del progetto Situated Interaction a cui sta lavorando Microsoft, è subito venuto alla mente il film di Spike Jonze: stando alle intenzioni di Microsoft, infatti, un domani potremmo avere dei robot con cui avremo la possibilità di interagire come fossero dei veri e propri esseri umani. E tutto questo potrebbe influire anche sul futuro degli assistenti vocali, che saranno dotati di un’intelligenza artificiale che simulerà quella umana. Cortana, dunque, potrebbe essere solo l’inizio. 

 

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Microsoft: in cosa consiste il progetto Situated Interaction?

Robot che sfrutteranno appieno l’intelligenza artificiale per interagire con le persone, fornire loro le indicazioni esatte per raggiungere un ufficio, chiamare l’ascensore, parlare con le persone come fossero essi stessi persone: in questo consiste il progetto Situated Interaction made in Microsoft, con i primi test effettuati proprio nell’area Microsoft Research (e che potrebbe avere anche seri risvolti occupazionali). Sviluppare un’intelligenza sociale (più che artificiale) nei robot, con alcuni elementi d’indagine prevalenti: 

  • Consapevolezza situazionale; 
  • Impegno, attenzione e partecipazione; 
  • Iniziativa e controllo dialogo; 
  • Gestione degli errori; 
  • Formazione e adattamento; 
  • Ragionamento spazio-temporale;
  • Modelli comportamentali. 

Robot che indicano direzioni da prendere per recarsi da altri robot che fungono da assistenti personali: uffici tecnologizzati al massimo, tant’è che sembra di essere finiti in un universo di Isaac Asimov in divenire. Tutto questo però influirà naturalmente anche l’assistenza vocale implementata nei sistemi operativi, come Cortana, che sarà introdotto su Windows Phone 8.1 a partire dalla fine del 2014. Ironia, interazione, dialogo, e perché no, sentimento: tutto allo scopo di rendere la conversazione tra uomo e macchina più “umana” e meno “tecnica”. 

 

Come cambierà l’assistenza vocale?

Difficile immaginare un software che si comporti come quelli che vediamo in “Her”, però potremmo andarci molto vicino. Un giorno potremmo parlare per strada con un auricolare infilato nell’orecchio, conversare amabilmente con una macchina che si prende per un umano, chiedergli tutto, farci rispondere di tutto. Potremmo parlare con lui dei sottotesti politici inseriti in un film o in un libro, oppure prenotare un volo senza la necessità di collegarsi al sito della compagnia aerea. Uomo e macchina saranno tutt’uno e questo potrebbe rendere ancora più fredde e distanti le relazioni tra uomo e uomo. 

Le macchine possono tutto, le persone no. E se anche un’amabile conversazione può essere degnamente sostituita, allora la nostra vita potrebbe cambiare sotto ogni punto di vista e le capacità relazionali si assottiglieranno sempre di più. 

E’ naturalmente un quadro a tinte fosche quello appena descritto, ma in verità si tratta di una piccola boutade, che comunque intende far riflettere: come cambierà l’assistenza vocale, domani? Come ci rivolgeremo a Siri, Cortana, Ludmilla, Google Now? E, soprattutto, come si rivolgeranno loro a noi? 

Domande interessanti e risposte ancora più interessanti che siamo davvero curiosi e ansiosi di conoscere. Dubbiosi se si tratta di progresso o regresso, non possiamo fare altro che sperimentare. E capire se davvero la nostra vita cambierà in meglio. 

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Argomenti: Intelligenza artificiale