Microsoft come Google: diritto all’oblio anche su Bing

Anche Microsoft fa come Google e sta preparando un modulo per gli utenti che si vogliono cancellare da Bing: il diritto all'oblio è la nuova moda da seguire?

di Daniele Sforza, pubblicato il
Anche Microsoft fa come Google e sta preparando un modulo per gli utenti che si vogliono cancellare da Bing: il diritto all'oblio è la nuova moda da seguire?

Microsoft si accoda a Google e ben presto concederà il diritto all’oblio ai suoi utenti anche su Bing, uno dei motori di ricerca più utilizzati dopo Google. Prima che questo accada, tuttavia, Microsoft dovrà accordarsi anche con Yahoo! visto che quest’ultimo sfrutta Bing per i suoi risultati, eppure fa discutere come anche Microsoft, senza pressioni né richieste particolari, abbia voluto anticipare eventuali magagne e farsi trovare puntuale a una potenziale richiesta di rimozione di link inopportuni sul proprio motore di ricerca.   LEGGI ANCHE Diritto all’oblio: 6 mila richieste dall’Italia, ma continuano le polemiche Google: diritto all’oblio in rete parte a fine giugno, ma non ovunque  

Diritto all’oblio: presto un modulo per cancellarsi da Bing

La notizia proviene direttamente dal New York Times, ma ci ha messo poco a rimbalzare di sito in sito, e ciò testimonia la rilevanza di quello che per molti è un diritto indispensabile e per altri un semplice specchietto per le allodole. Come ben sapete, infatti, cancellarsi da Google oggi significa rimuovere i link solo dalla versione europea. Ciò significa che quel link che troviamo inadeguato si può trovare non solo su altri motori di ricerca come Bing, per l’appunto, ma anche sulle versioni non-europee del motore di ricerca più popolare del mondo. Microsoft potrebbe dunque cogliere l’occasione per cominciare la sua operazione di pulizia su Bing senza le pressioni di una sentenza della Corte europea o altre eventuali pressioni. A quanto si riporta, Microsoft sta preparando un sistema personale per effettuare la cancellazione dei link considerati inopportuni che si baserà anch’esso sulla compilazione di un modulo online da parte dell’utente interessato. Tutta questa volontà di cancellarsi da internet, o almeno di rimuovere il numero di informazioni  più alto possibile sembra quasi paradossale in un periodo dove qualsiasi persona può trovarsi semplicemente con 2 battiti di tastiera e un click su un motore di ricerca. Sembra quasi una  moda, oppure un avanzare le mani come a dire “Io faccio il mio”, per poi far cadere nel dimenticatoio tutte quelle pratiche a cui siamo soggetti ogni giorno quando accediamo alla rete. Eppure, se ci si vuole accontentare di far sparire al 100% (o quasi) il proprio nome su internet, oggi è il diritto all’oblio la moda da seguire. Salvo, ovviamente, ripensamenti dell’ultima ora.

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Argomenti: Diritto all'oblio