Microsoft: addio Scroogled? Ecco perché la campagna anti-Google potrebbe essere terminata

Microsoft abbandona Scroogled, la campagna anti-Google relativa alla violazione della privacy che ha fatto discutere. Andiamo a scoprire perché.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Microsoft abbandona Scroogled, la campagna anti-Google relativa alla violazione della privacy che ha fatto discutere. Andiamo a scoprire perché.

Microsoft sembra aver abbandonato Scroogled, la campagna anti-Google che ha unito ironia e critica nel tentativo di denunciare agli utenti la violazione della privacy da parte di Google, ma anche la scarsa qualità dei Chromebook. La campagna Scroogled sembra così essere giunta al capolinea, anche se il sito risulta ancora attivo, ma dietro questa scelta si nascondono alcuni fattori da tenere in considerazione, prima di tutto un comportamento che non lascia alcun briciolo di coerenza con una campagna di pubblicità comparativa (o semplicemente aggressiva) che ha fatto e sta continuando a far discutere. 

 

Microsoft vs Google: è tregua?

Quello a Scroogled è un addio o un arrivederci da parte Microsoft? Nulla è certo, con una prima ipotesi più probabile, ma con una seconda che non è definitivamente da lasciar perdere. 

La campagna anti-Google non ha lasciato soddisfatti molti utenti: in parecchi l’hanno trovata sgradevole e di cattivo gusto, a livello elettorale, se vogliamo, e infatti lo stratega era un certo Mark Penn, avvezzo a tale genere di lavoro proprio in campo politico. 

Senza considerare il fatto che la campagna si è rivelata ipocrita nel momento in cui, il mese scorso, un blogger è stato spiato proprio da Microsoft relativamente alla posta elettronica di Hotmail e ai messaggi istantanei. Una violazione della privacy che non combacia bene con quelle criticate sul sito di Scroogled. 

In un’intervista, il Corporate Vice President di Microsoft Derrick Connell ha affermato che la campagna Scroogled era giunta al termine, ma solo dopo aver raggiunto il suo scopo: “Portare l’attenzione su alcune attività che non ci sono piaciute come azienda (come l’idea di scansionare le e-mail allo scopo di vendere annunci). Come azienda”, ha proseguito Connell “abbiamo profondamente a cuore la privacy degli utenti. La nostra campagna mirava a fornire informazione ai consumatori”. 

La campagna ha abbinato informazione e ironia, ma ora, dopo che l’obiettivo secondo Connell è stato raggiunto, sono cambiate alcune politiche, e Penn non gestisce più il budget del marketing. 

 

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Scroogled sembra dunque giunto al termine (anche perché nel frattempo Office figura tra le app di Chromestore) e viste le nuove strategie di Natya Sadella, potrebbe essere davvero sancita la parola su una delle campagne più discusse (ma anche spesso ignorate) del settore. 

 

Fonte | ComputerWorld

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Argomenti: Buzz