Medical Brain di Google, l’intelligenza artificiale che cura i malati

Google prepara Medical Brain, l'intelligenza artificiale al servizio della medicina. Ma non tutti ne sono entusiasti.

di Daniele Magliuolo, pubblicato il
Google prepara Medical Brain, l'intelligenza artificiale al servizio della medicina. Ma non tutti ne sono entusiasti.

Si chiama Medical Brain ed ha tutte le intenzioni di fare grandi cose. Stiamo parlando del nuovo algoritmo di Google da impiegare nel mondo della medicina. Un’intelligenza artificiale al servizio del malati, si occuperà sostanzialmente dell’anamnesi del paziente, ma una volta catalogato il quadro clinico, emetterà delle vere e proprie valutazioni che in alcuni casi potrebbero essere proprio delle sentenze.

Intelligenza artificiale di Google

Durante la prima progettazione sono stati inseriti nel sistema i dati clinici di 114mila pazienti in 216mila ricoveri, per un totale di ben 46 miliardi di informazioni, il cervellone elettronico è quindi grado di diagnosticare con grande cura. Ma non tutti molto soddisfatti di quanto potrebbe dire Medical Brain, questo nuovo algoritmo in grado di dare un quadro clinico del paziente in base alle informazioni raccolte. Secondo i più scettici infatti tale tecnologia comporterebbe conseguenze tutt’altro che positive per l’uomo. Lo scopo è quello di offrire una precisione maggiore e ottimizzare quelli che sono i tempi da dedicare all’anamnesi (la raccolta dati clinici del paziente per stabilire una cura) ed effettuare una diagnosi ancora più precisa di quella umana. L’intelligenza artificiale sarebbe infatti in grado di rilevare dettagli che all’uomo possono sfuggire.

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Tale procedimento dovrebbe quindi rendere più efficienti le diagnosi ed offrire in tal guisa cure più precise e in minor tempo. Ma i sociologi avvertono, ci saranno conseguenze che si ripercuoteranno su di noi. Quali sono i rischi di una tale tecnologia? Innanzitutto, il rischio è che un algoritmo del genere potrebbe disumanizzare il rapporto tra medicina e paziente, finendo ad esempio per eliminare cure ad alcuni soggetti poiché considerate superflue dall’algoritmo. Trasformare il malato in una merce da curare è il passo finale verso la disumanizzazione.

Insomma, Medical Brain resta un progetto sicuramente valido, ma che deve essere preso con le giuste intenzioni, del resto la tecnologia è al servizio dell’uomo ed è quest’ultimo in fondo a decretarne l’indirizzo morale, poiché di per sé lo strumento è al di sopra del bene e del male, per usare un’espressione nietzschiana. Ci vorrà comunque del tempo prima di vedere l’intelligenza artificiale progettata da Google impegnata in questo settore, i dati raccolti per ora sono insufficienti a renderla operante.

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Argomenti: Notizie, novità Google, Nuove tecnologie, Intelligenza artificiale

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