Mars One: e se fosse tutta una bufala?

E se Mars One fosse solo una truffa? La confessione di un candidato sembrano rafforzare lo scetticismo della comunità scientifica, anche se il CEO del progetto Bas Lansdorp continua a difenderlo.

di Daniele Sforza, pubblicato il
E se Mars One fosse solo una truffa? La confessione di un candidato sembrano rafforzare lo scetticismo della comunità scientifica, anche se il CEO del progetto Bas Lansdorp continua a difenderlo.

Una missione spaziale finanziata da investitori privati con l’obiettivo da qui ai prossimi 10 anni di colonizzare Marte; l’idea di un reality show sui partecipanti e sulle prove da affrontare prima di lasciare – per sempre – il pianeta Terra pensato soprattutto per raccogliere fondi; un’operazione di marketing che sembrava il lancio di una nuova serie televisiva; e infine quell’onda di sospetto che investe il progetto, denominato Mars One, osteggiato da parecchi scienziati per la sua impraticabilità: e se fosse tutta una bufala? Nonostante il CEO del progetto, l’olandese Bas Lansdorp, continui a metterci la faccia e a difendere il progetto, uno dei 100 finalisti ha pensato bene di scoprire le carte e rivelare qualche dettaglio in più sul processo di selezione di Mars One.  

Cosa ha detto Joseph Roche su Mars One

Joseph Roche è un ex ricercatore della Nasa nonché uno dei cento finalisti del progetto  ed è stato anche il primo tra i candidati alla fase finale di Mars One a scoprire le carte – e quindi anche a licenziarsi dal progetto. Roche ha infatti affermato come in realtà i partecipanti alla campagna di selezione dell’ambizioso progetto non siano stati più di 200 mila, come sempre è stato detto, ma poco meno di 3 mila. E che sull’incremento dei punteggi che fanno salire i candidati in graduatoria abbia parecchio influito un meccanismo di premiazione per chi più investiva sul progetto tramite un programma di donazioni e merchandising (acquisti di oggetti legati al progetto).   L’aspetto più controverso è però legato ai colloqui, o meglio, a quelli che sarebbero dovuti essere i colloqui e invece non sono stati: con interviste locali e alcune fasi di test da effettuare su tutti i candidati per una più efficiente e coerente selezione. Qualcosa che si avvicina di più alla selezione di un astronauta, secondo Roche: eppure il colloquio locale si è trasformato brevemente in una conversazione di 10 minuti su Skype e nulla più. Altro sassolino che rende molto debole il progetto.  

Mars One rinviato di 2 anni

Nonostante Roche sia stato smentito da Lansdorp e da altri finalisti, resta immutato il fatto che Mars One stia subendo alcuni intoppi che stanno costringendo il progetto a un importante ritardo: Mars One è stato infatti rinviato di 2 anni. A generare gli intoppi alcuni problemi burocratici che hanno impedito di sbloccare la seconda fase dei finanziamenti, i quali saranno accessibili a partire dalla prossima estate. Eppure anche altre forme di finanziamento come il reality gestito da Endemol stanno tramontando (Endemol si è infatti tirata indietro) e la maggior parte degli scienziati continuano a sostenere che per un progetto del genere servano più soldi e soprattutto una maggiore razionalità. Per la comunità scientifica, infatti, se Mars One fosse vero si trasformerebbe in una vera e propria condanna e morte per i 40 partecipanti.   Nel frattempo, Bas Lansdorp ha risposto ad alcune domande sull’effettiva fattibilità del progetto, rivelandosi abbastanza sicuro della sua buona riuscita. L’intervista è in inglese, ma è possibile comunque attivare i sottotitoli (sempre in inglese). Buona visione!    

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Argomenti: Buzz

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