Made in Italy: la promozione è made in Google

Il Made in Italy è il nostro tesoro più prezioso, quello che fa del nostro Paese un brand: strano a dirsi, ma la promozione del Made in Italy, oggi, è made in Google. Grazie a un'iniziativa di Mountain View, infatti, i tesori della cultura industriale italiana sono tutti sul Google Cultural Institute. Scopriamo insieme questo progetto.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Il Made in Italy è il nostro tesoro più prezioso, quello che fa del nostro Paese un brand: strano a dirsi, ma la promozione del Made in Italy, oggi, è made in Google. Grazie a un'iniziativa di Mountain View, infatti, i tesori della cultura industriale italiana sono tutti sul Google Cultural Institute. Scopriamo insieme questo progetto.

Che direste se avessero spese decine di milioni di euro per un sito, Italia.it, che non fa quello che dovrebbe fare, o che se lo fa, non vi riesce nel giusto modo? Poi un giorno venite a conoscenza di una cosa interessante, ovvero che la promozione del made in Italy è “made in Google”: più nello specifico, si potranno visualizzare ben 100 eccellenze della cultura enogastronomica, artigianale e artistica nostrana grazie a una raccolta di mostre virtuali presenti sull’utilissimo Google Cultural Institute

 

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Google promuove il made in Italy: online i capolavori della nostra industria

Era inizio ottobre quando Eric Schmidt, ad di Google per 10 anni e ora presidente del CdA, venne a Roma elogiando il nostro Paese e al tempo stesso bacchettandolo. Incoraggiò la nostra creatività, ma affermò che sul digitale eravamo ancora molto indietro. Disse, in parole povere, che se avessimo unito il nostro proverbiale senso del gusto con la conoscenza digitale e uno sviluppo più diretto nel mondo di internet, saremmo molto più avanti rispetto a oggi. 

“Avete paura a usare le carte di credito e non sfruttate appieno le possibilità dei pagamenti online. E’ il momento di cambiare. Dovete avere una strategia digitale per sfruttare il Made in Italy“, affermò Schmidt in un’intervista, avvisandoci poi che Google aveva in serbo qualcosa proprio per promuovere la cultura industriale nostrana. 

Ed ecco qui: tre mesi dopo stiamo parlando di un progetto la cui intro è a dir poco affascinante: “Scopri i tesori nascosti, le passioni e le tradizioni del Made in Italy. Lasciati stupire dalle informazioni più curiose relative ai tipici prodotti italiani”. Ci troviamo di fronte a una mappa del nostro Paese e qui una serie di punti cliccabili: basta finirci sopra per finire sui vetri di Murano, o sulla mozzarella di bufala campana, sull’arte orafa fiorentina, sulle ceramiche pugliesi e calabresi, sull’olio ligure o sull’artigianato veneto

Un motivo in più per scoprire (o riscoprire) tutto ciò che è Made in Italy, orgoglio nazionale, ma che per un motivo o per un altro, non è più promosso come dovrebbe dalle nostre istituzioni, forse adagiate sugli allori di una terra che ha bisogno di continui stimoli per crescere, specialmente in un periodo come questo. 

E’ Carlo D’Asaro, presidente Sud ed Est Europa, Medio Oriente e Africa di Google, ad affermare che tale iniziativa è stata “pensata e realizzata proprio per l’Italia” al fine di “contribuire ad aumentare la capacità delle imprese italiane di fare export e promuovere ulteriormente la cultura del Made in Italy nel mondo”. 

E’ triste però pensare che quello che abbiamo a casa nostra non venga valorizzato da noi stessi: ringraziamo Google per averci fatto scoprire i nostri tesori e per aver stimolato nuovamente il nostro brand, un brand che ha il nome di un Paese e la forma di uno stivale. Noi siamo ancora troppo ciechi e pigri per vederlo. 

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