Machine Learning, da Apple e Google a Huawei e Samsung: smartphone sempre più intelligenti

Intelligenza artificiale in larga scala grazie al machine learning, così le grandi aziende hanno introdotto l'IA nei nostri migliori smartphone.

di Giovanni Reale, pubblicato il
Intelligenza artificiale in larga scala grazie al machine learning, così le grandi aziende hanno introdotto l'IA nei nostri migliori smartphone.

Con la news generation sempre più incentrata sul mondo dell’intelligenza artificiale, anche i dispositivi aperti al vasto pubblico sono diventati sempre più intelligenti. Il mondo dell’IA ha imparato a condividere con il folto popolo le sue grandi scoperte e le nuove frontiere aperte dalla tecnologia si fanno sempre più affascinanti. La parola d’ordine anche per gli smartphone è diventata machine learning, letteralmente apprendimento della macchina (o apprendimento automatico).

IA e machine learning, il presente futuristico degli smartphone

Quando le grandi aziende hanno spianato il mondo dell’intelligenza artificiale anche ai prodotti popolari, si è aperta una nuova era per gli smartphone. Google e Apple, due grandi colossi del settore, non si sono fatti attendere, il Face ID è un esempio concreto di quel che rappresenta in maniera tangibile il machine learning. Il primo esperimento però è opera proprio del colosso di Mountain View. Nel 2012 gli ingegneri di Google crearono un software capace di riconoscere volti umani e non solo, dopo che tale processore era stato bombardato per tre giorni da immagini e video senza che venisse data nessun altra informazione in merito.

Leggi anche: Microrobot e laboratori in miniatura grazie all’energia di batteri e luce

Come dicevamo, un perfetto esempio di machine learning è quello del Face ID che Apple ha introdotto per il nuovissimo iPhone X. Un perfetto esempio di come l’IA si sta muovendo anche tra i prodotti commerciali riservato al grande pubblico (anche se il prezzo dello smartphone è certamente tutt’altro che popolare). Stesso concetto, e per certi versi più ambizioso, quello di Huawei, che con l’imminente Mate 10 sta per offrire la medesima tecnologia. L’approccio della casa asiatica è quello di utilizzare l’apprendimento macchina per ottimizzare le prestazioni di Android durante l’uso a lungo termine.

Machine learning, da Google a Huawei

Il colosso cinese si prefigge di migliorare le prestazione della propria fotocamera grazie alla super pubblicizzata IA del suo nuovo dispositivo, la quale cerca di migliorare automaticamente le immagini in base alla rilevazione di quello che viene fotografato. Tuttavia, secondo gli esperti, sembra ancora un tantino lontana dai successi ottenuti da Google con il suo Pixel. Merita invece un discorso a parte Bixby di Samsung. L’assistente vocale ad oggi si è dimostrato un piccolo grande flop, a causa di pianificazioni e tempo inadeguati. La versione successiva promette un cambio di rotta radicale proprio nel miglioramento dell’apprendimento automatico che, come abbiamo visto, tutte le grandi case stanno introducendo gradualmente nei propri prodotti di largo commercio. Staremo a vedere.

Leggi anche: Internet e insetti, il cervello dei moscerini come modello per l’IA del futuro

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nuove tecnologie, Intelligenza artificiale

I commenti sono chiusi.