La startup Nami Lab lancia l’app Yalp per riconoscere gli accordi di una canzone

La startup milanese-brianzola Nami Lab lancia l'app Yalp per riconoscere la struttura armonica di una canzone attraverso un algoritmo.

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La startup milanese-brianzola Nami Lab lancia l'app Yalp per riconoscere la struttura armonica di una canzone attraverso un algoritmo.

Nami Lab è una startup milanese-brianzola fondata da un programmatore, un musicista ed un matematico. Lo scorso mese di febbraio essa ha lanciato un app denominata Yalp che riesce a riconoscere la struttura armonica di una canzone attraverso un algoritmo che si basa sulle reti neurali. Ecco allora nel dettaglio tutte le info relative a tale startup.

Nami Lab: da chi è stata fondata la startup?

Nami Lab è una startup fondata da poco da tre giovani ragazzi. Parliamo di Mattia Bergomi che ha trent’anni ed è un matematico nonché musicista. Vi è poi Vincenzo Picariello di anni 37 che nella vita fa il programmatore ed infine vi è Simone Geravini di anni 35 che non solo è un esperto informatico ma è anche un buon chitarrista. I tre nel 2012 pensarono di lanciare un market place che producesse sia video che musica insegnando al computer a trascrivere gli accordi musicali mediante un file audio. E così decisero di creare lì’applicazione Yalp che è al contrario significa play.

Yalp : l’app  pensata dalla startup Nami Lab

Yalp è l’app creata dai fondatori della startup Nami Lab. Essa al momento si può utilizzare soltanto sul web ma entro la fine dell’anno, come rivelano i fondatori, sarà disponibile anche sui dispostivi mobili. Ma cosa ha di tanto particolare tale applicazione? Ebbene, partendo da un video di Youtube essa estrae l’audio in MP3 e fa delle fotografie, frame per frame, alle frequenze audio. Una volta fatto ciò il sistema fa un confronto con gli altri dati contenuti nel suo database e riesce a dire quanto un accordo assomigli ad un altro.

L’appassionato o il musicista che desiderano conoscere l’armonia di una canzone dovranno soltanto inserire nella app l’indirizzo del video musicale youtube che gradiscono di più e il sistema lo analizzerà e fornirà gli accordi. L’idea dei tre fondatori ha ottenuto notevoli riscontri da parte degli investitori  tanto che a febbraio la società ha chiuso con un deal di 250 mila euro. I fondatori, poi, hanno comunicato che da quando la app è attiva ha già analizzato più di ventimila brani, ognuno dei quali può essere consultato da tutti. Il loro obiettivo però è quello di chiudere il 2017 con una database di un milione di canzoni analizzate.

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